Non potevo proprio evitarmi, in questa settimana Sanremese, di fare due riflessioni veloci legate al Festival musicale più famoso d’Italia.
Da amante dell’arte, della musica e da cantante-sotto-la-doccia professionista, non potevo negarmi una riflessione su quanto visto ieri sera nella prima serata, il tutto condito da un collegamento (tipico nel mio cervello) con la Sicurezza sul Lavoro.
Bono Mattè, già è una settimana difficile, mo ti ci metti pure tu con Sanremo e Sicurezza sul Lavoro?
In realtà la mia è un’osservazione che va dritta al punto: la forma conta quanto la sostanza.
Chi mi conosce lo sa, sono un nostalgico dei tempi d’oro della musica italiana: da Ranieri a Baglioni, da Lucio Dalla a Battisti, passando per il tanto amato Cocciante.. di fronte a certi mostri sacri quanto visto (e ascoltato) ieri sera non poteva lasciarmi soddisfatto.
Canzoni parecchio piatte, testi che non mi hanno entusiasmato, melodie e motivetti che non ti inchiodano alla sedia.
Per carità, non è certo il mio lavoro giudicare gli artisti o la musica, ma come libero cittadino posso esprimere le mie preferenze e, dispiace dirlo, ma quello che ho visto a me proprio non è piaciuto.
Eppure il Festival, checché se ne dica, continua a macinare ascolti record, con un altro 60% di share che anche quest’anno si fa sentire.
Ecco allora che continuo a ripetere a me stesso quello che più conta: luci, hype, tensione, aspettativa, scenografia, coreografie e tutto il contorno di gossip e di curiosità, attiva l’attenzione e rende interessante anche quello che di suo, tutto sommato, non è niente di che.
Questo, quando riguarda Sanremo, ci suona assolutamente familiare e facile da intuire; ma quando parliamo di Sicurezza e Salute nei Luoghi di Lavoro entriamo in quelle meravigliose pippe mentali dei vari professionisti che, per paura di sminuire il proprio messaggio o di dimenticare qualche slide, finiscono per ripetere a pappagallo un messaggio che – diciamocelo – di suo suona buorcratico e mandatorio.
La domanda guida dovrebbe sempre essere: come possiamo arricchire, potenziare, elevare i nostri contenuti sulla Sicurezza per renderli affascinanti, coinvolgenti e meno noiosi?
Come possiamo rendere le piatte melodie burocratiche delle straordinarie sinfonie di curiosità e pro-attività?
La forma con cui presentiamo la nostra canzone è importante tanto quanto la canzone stessa. Certo, avere Bella Senz’Anima o Perdere l’Amore da cantare, ci permetterebbe anche di farlo a lume di candela, con una chitarretta scordata.
Ma avendo tante norme, regolamenti, elementi tecnici e mille e più informazioni importanti da condividere, il rischio zapping per noia è sempre dietro l’angolo.
Sfidiamo la nostra paura di essere fuori dalle righe. Mettiamo qualche lucina e inventiamo una coreografia migliore per i nostri contenuti.
La forma è messaggio. Lo completa, lo arricchisce, lo esalta.
E la Sicurezza, in questo periodo storico, avrebbe proprio bisogno di essere messa al centro del palco.




