Cultura della Sicurezza: l’importanza delle abitudini

Più volte nelle mie newsletter ho parlato dell’importanza di creare una solida cultura della sicurezza all’interno dell’azienda.

Ma all’atto pratico come si realizza un cambiamento così radicale?

Per rispondere a questa domanda, ti voglio raccontare prima la storia di Alcoa.

Siamo nel 1987 e Alcoa (acronimo di Aluminium Company of America) è una delle realtà leader nella lavorazione dell’alluminio: dalle classiche lattine per bibite, ai bulloni utilizzati per la costruzione dei satelliti.

Tuttavia, in quel periodo le cose non stavano andando molto bene a causa di alcune scelte aziendali errate.

Tra perdite di profitti e scioperi da parte degli operai, il consiglio di amministrazione decise che era arrivato il momento di un cambio drastico ai vertici aziendali.

La scelta per il nuovo amministratore delegato ricadde su Paul O’Neill, ex burocrate del governo americano.

Quando Paul iniziò il suo discorso nel giorno della presentazione ufficiale lasciò tutti i presenti sbigottiti.

Anziché parlare di aumentare i profitti, diminuire i costi e altri temi tanto cari agli investitori, esordì con queste parole:

«Voglio parlarvi della sicurezza dei lavoratori. Ogni anno molti operai di
Alcoa subiscono seri infortuni. Il nostro tasso di infortuni è inferiore alla media dell’industria americana, soprattutto se pensiamo che i nostri dipendenti lavorano con metalli che raggiungono i 1550 gradi e macchine che possono strappare un braccio a un uomo. Tuttavia non è abbastanza. Intendo fare di Alcoa l’azienda più sicura in America. Voglio azzerare gli infortuni.»

In pratica TUTTO il suo discorso riguardava la Sicurezza sul lavoro.

Era fermamente convinto che per risollevare le sorti dell’azienda e incrementare i profitti, era necessario migliorare in primis la sicurezza.

Come reagì il pubblico?

Rimase di stucco pensando che O’Neill fosse un pazzo.

Pensa che, finita la presentazione, alcuni investitori chiamarono subito i propri clienti consigliando di vendere le azioni della compagnia il prima possibile.

Consiglio che si rivelò sbagliato, poiché O’Neill aveva pienamente ragione….

A un anno dal suo discorso, infatti, i profitti di Alcoa aumentarono a dismisura.

Quando nel 2000 O’Neill lasciò l’azienda, gli utili netti erano quintuplicati rispetto al 1987 e il valore di mercato di Alcoa era arrivato a 27 miliardi di dollari.

“Bella storia Matteo ma non ho ancora capito dove vuoi arrivare…”

Ora te lo spiego…

Quello che voglio condividere con te sono 2 riflessioni molto importanti.

La prima riguarda la percezione delle persone nei confronti del Safety.

Spesso lavoratori e dirigenti pensano che fare sicurezza sia un perdita di tempo.

Un obbligo che “purtroppo” per legge bisogna rispettare.

Un po’ la stessa diffidenza che si respirava nell’aria durante il discorso di O’Neill.

La storia di Alcoa invece ci insegna il contrario.

Concentrandosi solo sulla sicurezza O’Neill creò un cambiamento culturale che stravolse per sempre l’organizzazione aziendale.

Una maggior attenzione alle dinamiche di sicurezza, portò i lavoratori a esaminare i processi di produzione poco efficienti e a migliorarli, aumentando di conseguenza la produzione e il fatturato.

E attenzione, non stiamo parlando di una piccola azienda sperduta tra i monti, ma di una multinazionale che contava 31 stabilimenti sparsi in tutta l’America.

Questo per farti capire il lavoro immane realizzato dal nuovo Dirigente.

La seconda riflessione riguarda il come O’Neill creò cultura della sicurezza in Alcoa.

Il suo progetto per creare un’azienda più sicura si basava infatti sul rispetto di routine molto rigorose.

Per ogni infortunio piccolo o grave di un dipendente, il responsabile dell’unità doveva fare rapporto a O’Neill entro 24 ore e presentare un piano affinché l’infortunio non si verificasse di nuovo.

Il tutto veniva accompagnato da continui incoraggiamenti, riconoscimenti del merito, analisi sul campo costanti e checklist di controllo per ogni nuova procedura stabilita.

In caso di problemi, gli operai dovevano avvisare subito i capi reparto, che a loro volta riferivano ai responsabili e infine quest’ultimi a O’Neill. Il tutto nell’arco di 24 ore.

I capi reparto dovevano tenere a portata di mano un elenco di suggerimenti poiché, in caso di problemi, dovevano disporre già di una serie di possibili soluzioni.

Questo nuovo complesso sistema di routine da applicare rese la Sicurezza un tema centrale di tutta l’azienda.

Ora, realizzare un cambiamento così radicale non è facile come sembra, anzi…

Ma come questa storia insegna, la vera chiave per farlo è instaurando nuove abitudini più funzionali giorno dopo giorno.

Le stesse che hanno permesso ad Alcoa di diventare una delle aziende più sicure, efficienti e produttive d’America.

Bene, anche per oggi siamo giunti alla fine.

Prima di lasciarti però voglio salutarti con una citazione sulla forza della costanza che ho sempre fatto mia negli anni.

“Ci sono cose che vanno fatte ogni giorno. Mangiare sette mele la domenica sera invece che una al giorno semplicemente non produrrà l’effetto desiderato.”
Jim Rohn.

Riflettici su!

Sicurezza e Soft Skills: 13 Libri imperdibili

Questa è una delle domande che ricevo più spesso in privato, o nei nostri Master, da moltissimi responsabili e professionisti della sicurezza.

Chi mi conosce bene sa quanto io amo leggere e dedicare ore di lettura su crescita personale, comunicazione e leadership.

Bene, oggi in questa calda giornata di fine estate, voglio cogliere l’occasione per condividere una serie di letture che devi assolutamente avere nella tua libreria!

Per facilitarti le cose, te lo ho già suddivise in categorie in base alle mie aree di interesse preferite.

Spero che questi libri possano arricchirti. Per me rappresentano alcuni dei pilastri che, in questi oltre 15 anni di studio e lavoro, hanno davvero fatto la differenza.

Vediamole insieme…

Efficacia personale

Detto Fatto – David Allen
Se sei un consulente o un responsabile della sicurezza, immagino che ogni giorno avrai mille cose da fare, tra attività più importanti che richiedono la tua presenza e altre più superficiali.

Il rischio più grande però è quello di perdere dei pezzi per strada e tralasciare le cose più importanti.

Getting Things Done (in italiano Detto Fatto) è il primo libro che ti consiglio di leggere a tema produttività.

David Allen è un mago in questo campo e nel suo libro espone una serie di consigli e strategie pratiche che ti aiuteranno a organizzare al meglio le tue giornate.

Deep Work – Cal Newport
Ci sono attività molto importanti che ogni giorno svolgiamo e che richiedono il massimo impegno.

Spesso però la distrazione è sempre dietro l’angolo limitando fortemente i nostri risultati.

Cal espone in questo libro 4 regole fondamentali che ti aiuteranno a mantenere alta la concentrazione e focalizzarti al massimo sulle attività più importanti.

Motivazione

Come Motivare le Persone – Susan Weinschenk
Una delle sfide più ardue per ogni consulente o responsabile della sicurezza, è quella di riuscire a motivare i lavoratori attuando comportamenti più virtuosi.

Susan Weinschenk in questo libro analizza (con l’ausilio di ricerche scientifiche) le 7 leve che ti permetteranno di motivare le persone e influenzare le loro scelte.

La dittatura delle abitudini – Charles Duhigg
Più volte nel corso delle varie newsletter ho parlato del potere delle abitudini e di come influenzano negativamente i comportamenti dei lavoratori.

Molte delle azioni che compiamo tutti i giorni infatti non sono il frutto di scelte ponderate, bensì di abitudini.

Charles Duhigg va a fondo della questione, mostrando come nascono le e soprattutto come si possono trasformare al fine di migliorare sé stessi e gli altri.

Comportamento e Change Management

Performance Management (Aubrey Daniels)
Se c’è un libro che ogni professionista del Safety deve leggere per capire come creare una solida cultura della sicurezza all’interno delle aziende, è proprio questo.

Performance Management è un must ricco di consigli utili per capire quali sono le azioni che ogni buon leader deve fare per ottenere risultati.

Triggers – Marshall Goldsmith
Una delle frasi che ripeto più spesso quando parlo di leadership è che: “l’azione è ciò che contraddistingue le persone di successo dalle altre.

Puoi passare giorni, settimane, mesi a pianificare gli obiettivi di sicurezza ma se non li porti a compimento, stai solo sprecando tempo e fatica.

Goldsmith in questo libro suggerisce un processo di auto-monitoraggio per misurare costantemente il tuo impegno e portare a termine i tuoi obiettivi.

Coaching

Coaching – John Withmore
John Withmore non ha bisogno di presentazioni, è stato uno dei massimi esponenti del coaching e ha contribuito più di tutti allo sviluppo di questa disciplina.

Perché consiglio questo libro?
Perché all’interno troverai consigli preziosi per aiutarti a relazionarti al meglio con lavoratori, colleghi e dirigenza, trasformando la logica direttiva in una logica collaborativa.

L’evoluzione contagiosa – Giuseppe Meli, Jacopo Rivoltella
L’evoluzione contagiosa racchiude approcci, strategie pratiche e segreti dei più grandi coach che ti aiuteranno ad acquisire il giusto mindset, per ottenere risultati concreti nella vita e nel tuo lavoro.

Comunicazione

PNL al Lavoro – Sue Knight
Sai che ho sempre attaccato lo stile estremo e sopra le righe di certe correnti piennellare. Questo non vuol dire però che alcuni principi e alcune idee della Programmazione Neuro Linguistica siano da buttare via.. anzi!

Ho letto moltissimi libri sulla PNL ma quest’opera di Knight contiene esempi pratici per applicare i concetti essenziali di questa disciplina nel lavoro quotidiano.

Scoprirai molte tecniche utili che ti aiuteranno a migliorarti come professionista, ad esempio come:

  • Migliorare la tua comunicazione e renderla più efficace;
  • Creare un clima di fiducia con i tuoi lavoratori;
  • Stimolare le persone attraverso feedback efficaci;

Volere troppo e ottenerlo – Christopher Voss, Tahl Raz
Un altro tema che ho trattato spesso riguarda l’intelligenza emotiva e come migliorarla per aumentare l’efficacia delle interazioni con gli altri.

In questo libro troverai alcuni spunti direttamente da Chris Voss, negoziatore capo dell’FBI, per migliorare le tue relazioni con gli altri e riuscire a influenzare positivamente le emozioni e le scelte delle persone.

Il codice segreto del linguaggio – Paolo Borzacchiello
Spesso, la sicurezza viene percepita dai lavoratori come una materia noiosa fatta di norme e regolamenti complicati.

Borzacchiello, tra i massimi esponenti della linguistica efficace, spiega come rendere la nostra comunicazione più efficace e comprensibile a tutti.

Business

Million Dollar Consulting – Alan Weiss
Se leggi in inglese questo libro non può assolutamente mancare tra la tua collezione.

Essenziale, diretto, brutale come solo un libro di business sa fare.

Questo best-seller di Alan Weiss è uno dei migliori libri che consiglio a ogni professionista del Safety che aspira a guadagnare di più e a distinguersi nel mercato della sicurezza.

Pitch Anything – Oren Klaff
L’ultimo libro che ti consiglio è in assoluto uno dei miei preferiti.

Qui si rovescia completamente il principio di comunicazione “efficace” vecchio stile.

Se cerchi consigli e spunti utili per capire:

  • Come “venderti di più” come professionista della sicurezza;
  • Migliorare le tue presentazioni in azienda;
  • Catturare l’attenzione di chi ti ascolta;
  • Essere davvero incisivo con i Leader aziendali;

Questo è un libro che devi assolutamente leggere!

Bene, detto questo anche per oggi siamo giunti alla fine.

Spero che queste letture possano darti gli strumenti giusti per crescere professionalmente e aiutarti nel tuo lavoro quotidiano.

I 4 Archetipi del Safety Coaching

“La cosa migliore e più sicura è avere equilibrio nella tua vita, riconoscere i grandi poteri attorno a noi ed in noi. Se riesci a farlo, e a vivere in quel modo, sarai davvero una persona saggia.”

Euripide

Oggi, in gran segreto, voglio condividere con te una storia molto particolare.

Non la troverai in nessun manuale della sicurezza (si dice sia stata censurata molti secoli fa).

Questa leggenda narra pregi e difetti dei 4 grandi archetipi della sicurezza e contiene il vero segreto per diventare un professionista del Safety.

Sei pronto a iniziare questo percorso?

Allora iniziamo subito…

Secoli or sono, nella terra di Rischioland, un giovane addetto alla Sicurezza si avvicinò al suo Maestro e gli chiese:

Maestro come posso diventare un grande professionista della Sicurezza come te? Quali sono le giuste doti e virtù che debbo possedere?

Il Maestro sorrise e, sedendosi sul grande masso della saggezza, rispose: “Conosci i 4 archetipi della Sicurezza?

No Maestro.. Ti prego narrami questa storia!” rispose il giovane incuriosito…

Il Maestro quindi iniziò a disquisire dei 4 archetipi della sicurezza partendo dalla REGINA.

“Questo primo Archetipo è una figura che sa comunicare con autorità i rischi e i pericoli a tutti i livelli aziendali.

La Regina non teme il confronto con la dirigenza anzi, è in grado di coinvolgerla al meglio e attivarne l’attenzione nel dare l’esempio.

È dotata di grandi abilità linguistiche e le sue parole sono come frecce che si scagliano dritte al cuore delle persone, risvegliando sentimenti positivi nei confronti della sicurezza.

Sa infatti esprimere i suoi concetti in modo chiaro e semplice, evitando paroloni o sigle incomprensibili.

Tuttavia, come spesso accade con i sovrani, non è in grado di ascoltare e comprendere a fondo i bisogni dei lavoratori, di rispettare i punti di vista contrastanti e di creare quel senso di appartenenza necessario a fare tutti la propria parte.”

Proseguì allora il Maestro, narrando del secondo archetipo: il GUERRIERO

“Forte e indomabile, il Guerriero è un vero leader della sicurezza che sa anticipare le possibili criticità in azienda e sa pianificare con largo anticipo gli obiettivi di sicurezza.

È una persona combattiva, fiera del suo nobile compito che ha scelto ed è disposto a tutto pur di arrivare all’obiettivo zero infortuni.

Forse anche troppo…

Perché è talmente severo con sé stesso e con chi gli sta attorno, che pur di riuscire nel suo intento, tende a imporre troppe norme e limitazioni per far sì che si rispettino le procedure di sicurezza.

Così facendo però non lascia autonomia ai lavoratori e tende a sopraffare tutti indicando la via e le giuste scelte.

Eppure, caro il mio allievo, sappiamo bene che nessun soldato, in assenza di consapevolezza sui Rischi, potrà vincere la sua guerra contro gli infortuni…”

Rispose allora l’allievo: “Maestro e qual è il terzo archetipo?”

“Il terzo archetipo è la MAGA, colei che ha una conoscenza smisurata da cui attingere.

Conosce a memoria tutte le norme e i regolamenti mai scritti finora.

Ama alla follia questa materia e passa le giornate all’interno del suo oscuro rifugio, tra nozioni tecniche, letture di approfondimento e scartoffie da compilare.

Così facendo però, tende a isolarsi troppo dai lavoratori e dalla realtà organizzativa, senza riuscire a trasmettere il suo enorme bagaglio di conoscenza.

D’altronde sappiamo bene che la Sicurezza è fatta di persone.”

Il Maestro si schiarì un po’ la voce e riprese col quarto e ultimo archetipo: l’AMANTE.

“L’Amante è una figura che ama i piaceri della vita e adora conversare per ore con le persone che gli stanno accanto.

Ha infatti grandi doti comunicative e, a differenza della Regina, sa capire e ascoltare le persone instaurando nel tempo relazioni di fiducia con tutto il team.

Purtroppo però, il suo essere affabile e gioviale mina la sua autorevolezza e fa sì che le persone, spesso, non ne seguano le richieste o le indicazioni di prevenzione.”

Ora, dopo aver concluso il racconto dei 4 archetipi, il Maestro chiese al giovane consulente: “Ora hai capito qual è il segreto per diventare un professionista del Safety?“.

Il giovane allievo, confuso da tante informazioni, rispose scuotendo il capo.

Il Maestro, con saggezza e pazienza, riprese quindi a spiegare:

“Il segreto per diventare un grande professionista della Sicurezza sul Lavoro sta nel raggiungere un perfetto equilibrio tra le qualità positive dei 4 archetipi, evitandone le debolezze.

Devi essere forte nel comunicare il rischio a tutti i livelli aziendali – come la Regina – ma imparando ad ascoltare dubbi, idee e convinzioni dei lavoratori.

Devi essere passionale – come il Guerriero – anticipando le criticità in azienda e pianificando correttamente gli obiettivi di sicurezza.

Ma devi anche lasciare autonomia ai lavoratori in modo che riescano col tempo a riconoscere loro stessi rischi e pericoli in azienda.

È inoltre fondamentale possedere un buon bagaglio tecnico di conoscenze – proprio come la Maga – ma è importante tenere conto dei fattori umani e della motivazione delle persone.

Infine, devi saperti relazionare con gli altri – come l’Amante – instaurando relazioni di fiducia e guidando le persone, mantenendo un saggio distacco che ti aiuti a far rispettare le regole.”

Il Maestro quindi si alzò in piedi e prima di salutare il giovane consulente, gli disse:

Questo equilibrio lo si raggiunge solo con il tempo e l’esperienza…

Ora mio caro, fermati un attimo e rifletti:

A che punto ti trovi ora?
Conosci bene i tuoi punti di forza e le debolezze su cui devi migliorare?

Riflettici un po’ su e ricorda: solo un cuore nobile e una mente attenta potrà creare una straordinaria Cultura della Sicurezza in Azienda.

Cambiamento Culturale e Impotenza Appresa

Più volte nel corso delle mie newsletter ho attaccato i vari “furbetti della sicurezza” o i “maghi delle scartoffie“.

Oggi però voglio spezzare una lancia in loro favore…

Tranquillo, non sono ancora passato al lato oscuro; sono ben consapevole che gran parte di loro agisca esclusivamente per mettersi due spiccioli in tasca..

Eppure da buon ottimista quale sono credo che una piccolissima parte di loro operi in questo modo perché impotente!

Ti racconto meglio cosa intendo con questo racconto..

Martin Seligman, psicologo americano di fama mondiale, fece 2 esperimenti per verificare una sua teoria.

Nel primo caso mise 2 cani in 2 gabbie differenti, sottoponendoli a piccole scosse elettriche.

In una gabbia non c’era modo di fermare le scosse, mentre nell’altra era presente una leva, che il cane imparava ad azionare per farle cessare.

Successivamente, per verificare il comportamento dei due cani dopo questa prima esperienza, utilizzò una terza gabbia dove da un lato venivano erogate scosse elettriche, dall’altro invece no.

Il cane che aveva imparato ad azionare la leva, cercò subito di risolvere il problema “scosse” spostandosi e scoprendo il lato della salvezza.

Il secondo cane invece, abituato ormai a non poter cambiare le cose, se ne restò lì – impotente – a subire quelle fastidiose scosse.

Qualche anno più tardi, Seligman, fece un esperimento simile su un gruppo di studenti, collocandoli in una stanza e sottoponendoli a rumori fortissimi.

All’interno della stanza c’erano delle manopole che gran parte di loro provarono a girare, senza che succedesse nulla. Il rumore persisteva.

Ripeté l’esperimento con gli stessi studenti, questa volta però con le manopole funzionanti.

Risultato?

Solo una minima parte provò a girarle. La maggior parte degli studenti non fece nulla. Se ne restò lì – impotente – a subire quei fastidiosissimi rumori.

Seligman con questi esperimenti definì la sua teoria della sindrome da impotenza appresa: una condizione inconscia che ci porta ad adattarci a situazioni, anche spiacevoli, senza fare nulla per cambiarle.

È una meccanismo estremamente limitante, che mina in modo drastico l’autostima delle persone.

Beh nella Sicurezza sul Lavoro, spesso, accade la stessa identica dinamica.

Prova a pensarci…

Quante volte hai tentato di comunicare con lavoratori annoiati a cui non importa minimamente ciò che hai da dire?

Quante volte ti sei scontrato con la dirigenza che non ti ascolta e non vuole essere minimamente coinvolta?

In quante occasioni ti sei sentito l’unico interessato a un tema così importante?

In questo scenario, è comprensibile avere la convinzione di non poter cambiare le cose e finire per lasciarsi vittime dell’impotenza appresa.

Questo è quanto di più triste possa accadere..

Perdere la speranza di poter cambiare le cose è il primo passo verso la totale impossibilità di riuscirci.

E attenzione non ti sto raccontando robe new age, leggi di attrazione o visualizzazioni-quantiche-pudenza-della-mende..

Ti invito solo a riflettere che quando lasciamo spazio ai nostri pregiudizi il dialogo, il confronto e lo scambio all’interno delle aziende diventa sterile e improduttivo, impedendoci di raggiungere il tanto ambizioso obiettivo: cambiare la Cultura della Sicurezza.

Per sondare questo aspetto di cui ti ho parlato prova a domandarti:
– Ho fiducia nella possibilità di influenzare positivamente il mio ambiente?
– In una scala da 1 a 10 quanto ritengo che sia possibile trasformare la Cultura della Sicurezza in un’azienda?
– Mi sento in grado di far cambiare i comportamenti delle persone e di motivarli alla sicurezza?

Ricorda: il cambiamento non è né facile né veloce, ma è la cosa più bella a cui tu possa dedicarti.

Fare sicurezza sarà sempre più difficile…

Oggi voglio vestire i panni del “guru motivazionale” e farti una bella domanda…

Come lo vedi il futuro della sicurezza sul lavoro nei prossimi anni?

Te lo chiedo perché sai meglio di me che fare sicurezza è diventato sempre più difficile.

In primis perché è un lavoro che rischia di lasciarti preda della burocrazia e dalle tonnellate di documenti che puntualmente invadono la tua scrivania.

La natura legislativa di questo mestiere infatti richiede l’investimento di tantissimo tempo per curare la parte burocratica: documentazioni, adempimenti da rispettare, aggiornamenti tecnici.

L’altro grande problema riguarda chi ti ascolta, ovvero i lavoratori.

Nella loro testa la sicurezza è percepita come una materia noiosa, un insieme di regole che non servono a nulla e fanno solo perdere tempo.

Di conseguenza, non ascoltano e non sono minimamente motivati a:

  • accogliere le tue indicazioni sui rischi e i pericoli all’interno dell’azienda;
  • seguire le procedure per lavorare in sicurezza.

E mentre ti dai fare come professionista continuando ad aggiornarti e cercando di coinvolgere tutta l’azienda al safety, ogni giorno spuntano nuovi ciarlatani che si propongono ad un prezzo più basso, per produrre solamente mera documentazione (danneggiando ulteriormente questo settore).

Questo è in sintesi lo scenario attuale di chi fa sicurezza oggi..

Ok Matteo quindi mi stai dicendo che devo cambiare lavoro?

Certo che no, anzi. Per come la vedo io, sei davanti a un bivio e ci sono 2 strade che puoi imboccare..

La prima è continuare a lottare come hai sempre fatto con lavoratori annoiati e dirigenza disinteressata.

Fino al giorno in cui non cederai e inizierai a pensare: “ma chi me lo fa fare?” mandando tutti al diavolo e gettando la spugna, finendo per deprimerti e limitare i danni.

Oppure puoi scegliere la via più difficile, ma più nobile, cercando di dedicarti con ogni fibra del tuo corpo a cambiare davvero le cose:

  • Diventando un punto di riferimento insostituibile per l’organizzazione e guidando con passione tutte le scelte inerenti alla sicurezza all’interno dell’azienda;
  • Elevando il tuo ruolo e iniziando ad interagire efficacemente con la direzione sulle scelte strategiche o confrontandoti con i lavoratori per creare un clima di rispetto e collaborazione;
  • Influenzando le scelte di tutti orientandole sempre verso il bene comune e la salvaguardia delle persone;

Ora io non ho dubbi che tu abbia le conoscenze tecniche per affrontare il tuo lavoro. Quelle sono la base per chiunque voglia fare Sicurezza in maniera eccellente.

Bisogna conoscere la materia, saper fare una Valutazione dei Rischi, saper prendere decisioni corrette, sapere quali procedure far mettere in atto per evitare infortuni e tutto ciò che di tecnico è fondamentale.

Quello che molti professionisti tralasciano, invece, è la loro abilità nelle competenze comunicative e relazionali che sono imprescindibili per chiunque voglia portare un reale cambiamento nelle organizzazioni.

A che serve avere la conoscenza tecnica se poi non si riesce a condividerla?
A che serve scrivere una procedura se poi nessuno vuole darti retta?

Possibile che aprendo qualunque gruppo Facebook sulla Sicurezza si trovano solo domande legate a normativa o tecnicismi?

Oh ma davvero… Possibile che io non trovi mai una santa volta domande del tipo:

“Come faccio a motivare i lavoratori alla Sicurezza?”
“Come faccio a farmi ascoltare dal Datore di Lavoro?”
“Che strategie usate per creare Cultura della Sicurezza?”

Macché, niente di tutto ciò! Eppure questa parte è basilare, come dicevamo, per ogni autentico salto culturale.

Ok Matteo, quindi mi stai dicendo che per te il Safety Coaching è tutta motivazione e persuasione?

NO. NIET. NEIN!!!

Il Metodo Safety Coaching si basa su Conversazioni Strategiche messe in atto a tutti i livelli aziendali.

Ogni comunicazione infatti, che si tratti di una semplice riunione con i lavoratori o un confronto con la dirigenza, deve mirare a 5 obiettivi ben specifici:

  • Aumentare la relazione instaurando un rapporto di fiducia con chi ti ascolta;
  • Rinforzare i comportamenti sicuri premiando i lavoratori che attraverso piccole azioni, attuano comportamenti corretti;
  • Invitare le persone a riconoscere in autonomia i rischi e i pericoli in azienda stimolandole a ricercare le risposte adatte;
  • Portare consapevolezza sugli errori commessi fornendo indicazioni utili su come rimediare;
  • Modificare i comportamenti delle persone instaurando convinzioni più funzionali e stimolando un reale cambio di visione rispetto alla Sicurezza.

Utilizzare le conversazioni strategiche è l’unica via che ti consentirà di influenzare le scelte e i comportamenti dei lavoratori e cambiare davvero le cose.

Ovviamente si tratta di un percorso, non è certo una roba “quantico-pudenza-della-mende” che si apprende dall’oggi al domani.

Come amo ripetere sempre, nel cambiamento umano non esistono bacchette magiche.

Conosci il tuo VERO mestiere?

Una delle cose più difficili per qualsiasi Professionista del Safety è far cambiare idea ai lavoratori sull’importanza di lavorare in sicurezza.

Per quale motivo ti sto dicendo questo?

Perché qualche giorno fa ho avuto il piacere di prendere un caffè con Valerio, un mio caro amico che non vedevo da tempo.

Lui è un Medico di base e si lamentava di quanto sia diventato difficile fare il suo lavoro.

A un certo punto se ne esce con:

“Sai Matteo, ormai sono tutti laureati su Google, si fanno l’autodiagnosi da soli e arrivano da me solo per chiedermi la ricetta.”

“Non importa che la diagnosi sia sbagliata e che li debba convincere a forza per ascoltarmi, Google non sbaglia mai!”

Ovviamente il suo tono era sarcastico e io sono scoppiato a ridere, seppur con un velo di amarezza.

Mentre rientravo a casa infatti, ripensando alle sue parole, mi sono reso conto di una cosa..

Valerio fa il medico di professione, ma il suo vero ruolo è quello di convincere le persone a seguire la sua diagnosi e a curarsi con ciò che LUI suggerisce, che non sempre coincide con ciò di cui i pazienti si sono auto-convinti.

Mentre aspettavo il verde al semaforo, la mia mente ha iniziato a divagare, immaginando una classifica di persone che fanno il lavoro più difficile del mondo, ovvero far cambiare idea alle persone.

Seguimi…

Dottori, venditori, ristoratori e persino i genitori, rientrano tutti in questa speciale categoria. Il loro vero mestiere è quello di convincere le persone a fidarsi, del loro prodotto, servizio o idee.

Pensaci bene:

Un venditore deve convincere la persona che ha di fronte che non può fare a meno del prodotto che ha da vendere…

Un genitore deve convincere i figli a rispettare le regole di buona educazione che li aiuteranno nella società..

Un ristoratore deve convincere il cliente che nel suo ristorante si mangia meglio rispetto alla concorrenza…

Insomma, la lista di chi deve “convincere gli altri” è decisamente lunga.
Questo mi ha condotto a una riflessione molto importante, che cambia completamente la prospettiva del lavoro di tutti..

Il vero Settore di cui tutti noi facciamo parte

I professionisti che affermano con orgoglio “Mi occupo di Sicurezza sul Lavoro” in realtà non hanno davvero compreso il loro mestiere!

Non importa che tu sia Consulente di 30 aziende sparse in Italia o Dipendente di una multinazionale, il vero settore di cui fai parte è il settore del

Far cambiare idea alle persone.

Non è forse necessario convincere il Datore di Lavoro a sposare la causa della prevenzione degli infortuni?

Non ti occupi di incoraggiare gli operai a rispettare le indicazioni e le prescrizioni?

Non sei forse il professionista che cerca con ogni fibra del suo corpo di coinvolgere ed entusiasmare tutti verso una visione di Cultura della Sicurezza?

Beh allora sappi che il tuo VERO mestiere è proprio quello di far cambiare idea alle persone o, nel migliore dei casi, di fare in modo che le idee giuste restino ben salde nella mente di tutti.

Penso che questo cambio di prospettiva faccia balenare in mente tante altre domande:

Come faccio a convincere gli altri della bontà di quanto condivido?
Come posso farmi ascoltare in azienda?
Come posso elevare la mia professionalità e diventare un punto di riferimento per i lavoratori?
Come posso rendere la Sicurezza sul Lavoro qualcosa di interessante, piacevole e coinvolgente?

Voglio rassicurarti: non esistono bacchette magiche. Io non ho soluzioni facili pronte all’uso, e chiunque provi a venderti robaccia motivazionale anni 80′ ti sta solo illudendo.

Una cosa però posso affermarla con assoluta certezza. Il viaggio di ogni professionista del Safety deve prevedere più di una tappa nel lato relazionale del suo lavoro.

Le Norme, i Tecnicismi, gli Aggiornamenti Obbligatori hanno senso solo se inseriti in un contesto comunicativo basato sul tuo valore come essere umano.

Ho passato gli ultimi 15 anni della mia vita a studiare discipline straordinarie: Comunicazione, Coaching, Neuroscienze, Psicologia Comportamentale e Intelligenza Emotiva.

Ho concentrato le strategie e le competenze più efficaci di questo mondo in un programma formativo pratico e concreto, che ti fornirà tutti gli strumenti per fare davvero la differenza.

Oggi ho il piacere di annunciarti che il nostro corso più importante, il Master in Safety Coaching, è nuovamente disponibile nell’unica edizione 2021.

4 giorni di pura formazione teorica e pratica dove avrai la possibilità di confrontarti con tanti professionisti e di apprendere principi essenziali che metteranno in discesa il tuo percorso verso il Successo.

>>> MASTER SAFETY COACHING 2021 – ONLINE EDITION

L’edizione Online del 2020 è stata un successo al pari delle edizioni online. Te lo racconto con le parole di un nostro studente:

Un corso che offre più di quello che sembra. Molto di più, sia nei contenuti che nelle ‘intuizioni’ che i partecipanti hanno l’opportunità di avere. Il tutto gestito con garbo, cura e tanta competenza.
R.Santoro – Consulente

P.S. Se vuoi avere una presentazione ancora più dettagliata del programma puoi iscriverti al Webinar previsto per domani (Giovedì 4 Marzo), dove ti racconterò di più di questo nostro Master 2021.

>>> WEBINAR PRESENTAZIONE MASTER

Matteo Fiocco – Trainer Safety Coach Federation

Il VIRUS che uccide la sicurezza sul lavoro

Ne hanno parlato più o meno tutti e voglio farlo anch’io, a modo mio… Mi riferisco all’argomento del momento: Virus e Vaccini.

Tranquillo, non parlerò né di Covid-19 né di cospirazioni o altre stranezze.

Il Virus di cui ti voglio parlare, circola da molto più tempo del Covid e colpisce i più svariati settori lavorativi, compreso quello della sicurezza, e può causare danni considerevoli.

Di cosa sto parlando?

Della mediocrità, il Virus subdolo e contagioso che negli ultimi anni ha infettato tantissime realtà italiane. Il mondo della sicurezza ne è colpito a sua volta, devastato da burocrati e azzecagarbugli i cui effetti sono ben visibili tra lavoratori e aziende.

Questi personaggi non hanno a cuore la sicurezza sul lavoro, ma si occupano solo di pezzi di carta e di fare il lavoro alla bell’e meglio.

Non hanno una mission: percepiscono infatti la sicurezza solo come un insieme di norme, regolamenti e scartoffie da compilare;

Non hanno passione: pensano di trasmettere la sicurezza ai lavoratori creando corsi da poche ore e dispensando attestati di dubbio valore (a volte finti);

Non hanno competenza: non sono in grado di portare valore in azienda cambiando realmente i comportamenti dei lavoratori.

E questa mediocrità, come un subdolo Virus, ha effetti devastanti.

SULLE AZIENDE: che non comprendendo il reale valore che un professionista della sicurezza può apportare, cercano il consulente che “costa meno” e garantisce subito di avere le carte in regola;

SUI LAVORATORI: che percepiscono la sicurezza solo come argomento noioso e inutile, e non capiscono l’importanza di modificare determinati comportamenti per evitare infortuni o incidenti.

C’è però una buona notizia: Esiste un vaccino!

Il vaccino contro la Mediocrità

Per evitare di incappare in questo temibile Virus del menefreghismo e dell’indolenza ci sono alcuni accorgimenti che agiscono come un vero e proprio vaccino.
Sono il mindset che negli anni ho cercato di far mio, con tanta fatica e dedizione:

  • Avere voglia di migliorarsi. Continuamente, costantemente. Svegliarsi ogni giorno con la voglia di fare bene, di fare il possibile e l’impossibile. Anche in una giornata di pioggia, col freddo, o in momenti emotivamente difficili avere la forza di affermare “faccio solo un piccolo passo in avanti, ma lo faccio”;
  • Studiare continuamente. Capire come funzionano le cose, quali sono le novità del proprio settore, quali informazioni importanti dobbiamo tenere nella nostra valigia personale. L’aggiornamento non deve mai fermarsi.
  • Circondarsi di persone eccellenti. Qualcuno una volta affermò “siamo la media delle 5 persone che frequentiamo più spesso”.
    Beh allora diventa essenziale attorniarsi di colleghi stimolanti, di maestri eccellenti, di professionisti che ci ispirino verso la nostra crescita ed evoluzione.
  • Ricercare il divertimento. Chi ha detto che le cose fatte bene sono noiose? Tutto il contrario! Siamo noi a poter colmare di entusiasmo ogni attività. Certo ci saranno momenti più complessi, ma prova sempre a chiederti se stai facendo del tuo meglio per rendere il lavoro divertente.
  • Creare relazioni di valore. Quante volte rischiamo di gettare la spugna per colpa di discussioni sterili o incomprensioni?
    Non c’è niente di più appagante e gratificante della costruzione di relazioni profonde. Per superare noi stessi dobbiamo sempre avere il coraggio di parlare chiaro, di dichiarare il nostro stato d’animo e di cooperare costruttivamente con gli altri verso obiettivi ambiziosi.

Questi sono alcuni punti fondamentale per vaccinarsi contro la mediocrità.

Qualcuno ti dirà lascia perdere che costa fatica, ma io e te sappiamo che le cose facili non sono quasi mai le cose giuste.

Noi siamo quelli che si vogliono fare il mazzo, che vogliono portare valore, che vogliono arrivare a fine giornata stanchi, sudati e soddisfatti.

Non ci sono altre strade per cambiare la Sicurezza sul Lavoro nel nostro paese. La mediocrità lasciamola ai faccendieri, noi miriamo sempre alle stelle.

Conosci la piramide della sicurezza?

Se mi segui da tempo, saprai che sono un grande appassionato di scienza del cambiamento, psicologia e sociologia.

Più volte infatti, anche nella nostra Newsletter, ho trattato di esperimenti e studi, trovando analogie col mondo della sicurezza.

Oggi non sarò da meno 🙂

Ti voglio parlare delle idee di un altro grande psicologo, lo statunitense Abraham Maslow e la sua famosa piramide dei bisogni.

Fonte https://www.psicologiadellavoro.org/la-piramide-dei-bisogni-di-maslow/

 

Questo grafico a 5 stadi, rappresenta la gerarchia dei bisogni dell’uomo.

Secondo la teoria di Maslow infatti, le persone sono motivate ad agire con lo scopo di soddisfare i propri bisogni.

Alla base di questa piramide troviamo i bisogni primari, necessari alla sopravvivenza (come mangiare, dormire o respirare) e che, se non soddisfatti, non consentiranno di salire per soddisfare i successivi.

Al vertice della piramide risiede l’autorealizzazione, che, secondo Maslow, coincide con lo scopo massimo desiderato da un essere umano.

Ma perché ti sto raccontando tutto questo?

Perché prendendo spunto da Maslow, mi sono divertito a elaborare la piramide dei bisogni aziendali per raggiungere l’obiettivo massimo in ambito sicurezza: ZERO INFORTUNI.

 

Vediamo come funziona, partendo però dalla cima della piramide, ovvero dalla nostra massima aspirazione.

Livello 1 – Obiettivo zero infortuni

In questo livello la nostra massima aspirazione è stata raggiunta: in azienda tutti lavorano al sicuro, proteggendosi durante le attività di routine e assicurandosi il pieno rispetto delle norme.

Questo risultato è generato dai comportamenti messi in atto in primis dai lavoratori, a tutti i livelli aziendali.

Ecco perché al livello immediatamente inferiore troviamo:

Livello 2 – Comportamenti sicuri

L’ho detto e ridetto più volte, il metodo Safety Coaching non ha nulla a che vedere con danze propiziatorie o scemenze motivazionali.

Non possiamo davvero cambiare le cose se, affiancando le persone, non riusciamo a trasformare i comportamenti dei lavoratori.

Per far sì che i comportamenti siano corretti, è necessario che tutti i lavoratori abbiano superato il livello precedente:

Livello 3 – Consapevolezza e Autonomia

In questa fase, i lavoratori devono essere in grado di:

  • Riconoscere con consapevolezza quali sono i rischi nel proprio ambiente di lavoro aiutando gli stessi responsabili della Sicurezza a perfezionare DVR e qualità delle indicazioni fornite;
  • Trovare in autonomia le migliori risposte comportamentali e decisionali in funzione degli stimoli ambientali.

Per portare un lavoratore al terzo livello è necessario che questo sia preparato e che segua un percorso, questo ci porta al livello precedente:

Livello 4 – Formazione

Chi non si forma si ferma…

Questo aforisma, seppur inflazionato, è dannatamente realistico.

Sappiamo bene che la formazione in qualsiasi ambito è essenziale, e quando si parla di sicurezza lo è ancor di più.

Per raggiungere un buon livello di consapevolezza sui rischi infatti, serve
PREPARARE i lavoratori sui pericoli all’interno dell’azienda, accompagnandoli in una logica maieutica (o come va di moda adesso facilitante).

Tutto questo non potrà mai avere luogo senza prima agire sul livello alla base della piramide della sicurezza.

Livello 5 – Convinzioni

La prima cosa da attuare prima ancora di parlare di sicurezza, norme e DPI infatti, è agire sulle convinzioni limitanti dei lavoratori.

Per poterlo fare esiste un solo modo:

  • Ascoltare e accogliere il punto di vista dell’altro;
  • Accompagnarlo alla trasformazione verso gli obiettivi desiderati in piena fiducia e vicinanza.

Bene.

Questa che hai visto è quella che, parafrasando Maslow, potremmo definire “Piramide dei Bisogni della Sicurezza”.

Ricorda: Un Safety Coach deve sempre considerare a quale livello della piramide si deve muovere e su cosa è prioritario intervenire.

Non è possibile arrivare all’obiettivo ZERO INFORTUNI, se i lavoratori non hanno scalato ogni singolo gradino della piramide.

Ti auguro una splendida giornata,
Matteo Fiocco – Trainer Safety Coach Federation