I 7 Peccati Capitali della Sicurezza sul Lavoro

Sai meglio di me quanto di quanto sia diventato difficile fare sicurezza oggi.

Più volte nelle mie newsletter ho parlato del problema che ogni giorno affronta chi fa il tuo mestiere: convincere le persone a rispettare le indicazioni di prevenzione infortuni.

Comunicare rischi e pericoli della sicurezza all’interno di un’azienda richiede impegno, sforzo e tanta energia. A volte sembra che per coinvolgere e motivare i lavoratori al Safetyserva un miracolo.

Eppure non siamo Santi che fanno miracoli..

Siamo esseri umani che ogni giorno si mettono al servizio delle aziende per aiutare i lavoratori a capire quali comportamenti tenere, evitando incidenti o infortuni anche gravi.

E come tutti gli esseri umani, anche noi che ci occupiamo di Sicurezza possiamo sbagliare e commettere qualche peccato..

In maniera scherzosa (ma nemmeno poi tanto) oggi voglio raccontarti quali sono, secondo me, i 7 Peccati Capitali della Sicurezza sul Lavoro.

Si tratta di 7 fattori che, se presenti, rischiano di mandare a farsi friggere tutte le tue buone intenzioni e il tuo duro lavoro.

E, ricorda, ogni peccato ha la sua pena! 👹

In questo caso la tua punizione sarà inevitabilmente un inferno di persone disinteressate e scarsamente coinvolte al nobile processo di creazione della Cultura della Sicurezza.

#1 Burocrazia

Ecco il primo peccato capitale, in cui cadono (ahinoi) il 75% dei tecnocrati della Sicurezza: occuparsene riducendo tutto a una questione Normativo-Burocratica.

Molti professionisti fanno Sicurezza solo con i pezzi di carta..

Sono quelli che scrivono tutti i giorni sui vari forum per fare domande che non servono a niente.. Del tipo: “Cosa dice il Decreto x”, “Cosa cambia con questa nuova legge”, “Come si redige correttamente il DVR”, “Come compilare questo modulo secondo la legge”.

E potrei continuare all’infinito.

Certo, la natura di questo mestiere richiede documentazioni, adempimenti burocratici da rispettare, aggiornamenti tecnici. Lungi da me ignorare gli aspetti tecnici che sono fondamentali.

Ma un conto è dedicare parte del tuo tempo alla parte documentale, un altro è invece limitarsi a fare sicurezza solamente da un punto di vista burocratico.

Gli scartoffiari, come mi piace chiamarli, pensano solo ad avere tutti i pezzi di carta fatti bene e a stracciare i prezzi per avere più appeal sul mercato, invece di avere a cuore il benessere e la sicurezza dei lavoratori in azienda.

#2 Complessità

La Sicurezza è una materia che nasce da aspetti normativi. Per sua natura è piena di parole complesse e di difficile comprensione.

DPI, DVR, POS, RSPP, RLS, DL, ASPP, DUVRI, D.Lgs. Sono solo alcune delle sigle più comuni e astruse che si trovano in circolazione. A queste vanno aggiunte le infinite norme tecniche, i regolamenti, le linee guida, le direttive europee e via dicendo.

Qui casca l’asino e finisce dritto nel secondo Peccato Capitale della Sicurezza sul Lavoro.

Quando si parla con le persone di prevenzione, dobbiamo sempre ricordarci che la complessità spaventa e allontana le persone.

Impiegare un linguaggio estremamente tecnico quando si comunica è assolutamente controproducente.

Ricorda: per coinvolgere e motivare le persone punta alla semplicità. Niente paroloni, sigle o termini complessi. E se proprio devi usarli semplifica, semplifica e ancora semplifica.

#3 Egocentrismo

Uno dei peccati più grandi che può commettere un professionista del Safety? Fare l’Esperto per appagare il suo Ego.

Sì certo, tu sei quello che ha studiato Sicurezza e ne sa sicuramente più di tutti.

Ma mettersi sul piedistallo mentre si fa formazione, dire agli altri cosa devono fare, quali DPI devono indossare, come devono comportarsi non è certo l’atteggiamento giusto.

Sono anni ormai che l’insegnamento accademico “classico” top-down è stato sostituito da un approccio partecipativo.

Il nostro metodo Safety Coaching va oltre: utilizzare uno stile Maieutico in ogni occasione è quanto di più efficace si possa ottenere.

Dai DVR alle procedure condivise, gli Audit partecipativi, le regole co-costruite, la formazione che diventa facilitazione, la creazione di consapevolezza durante gli affiancamenti sul campo e così via.

Tutte tecniche che allontanano il rischio spiegone dell’esperto e avvicinano le persone alla prevenzione.

Ricorda: Il compito di un esperto di Sicurezza sul Lavoro non è dire agli altri cosa fare, ma guidarli in un percorso verso la consapevolezza sui rischi.

#4 Autorità

Eccoci arrivati al quarto peccato, che si lega in un certo senso al terzo.

Pretendere dai lavoratori comportamenti sicuri “perché esiste una legge che lo impone!!!“, non fa altro che indisporre e indurre comportamenti ribelli.

Non possiamo dare per scontato che, visto l’obbligo, questo vada automaticamente rispettato.

Tale atteggiamento è controproducente! L’obbligo a fare qualcosa, viene sempre vissuto come un’imposizione.

“Lo dice la legge e quindi va fatto così. Punto, non c’è discussione”

Se avessi avuto un euro per ogni frase così oggi sarei miliardario.

Illudersi di poter imporre con vincoli normativi la Sicurezza è fantascienza.

Sarebbe meglio, invece, aiutare le persone a capire quali sono i rischi che possono correre, a comprendere realmente perché bisogna comportarsi in un certo modo..

Proprio come cerchiamo di educare i nostri figli in maniera efficace, offrendo confronto e riflessione guidata.

#5 Autocensura

Mi piace definirlo come l’atteggiamento “fantozziano” di chi fa Sicurezza.

“Mi consenta, volevo dirle che dovremmo aggiornare il nostro DVR perché é scaduto”, “Se me lo permette, vorrei aggiornare i nostri lavoratori sulla Sicurezza”, “Mi scusi se le do fastidio, so che ha cose più importanti da fare, ma dovremmo anche vedere il piano della sicurezza per quest’anno”.

Se sei un Responsabile della Sicurezza, frasi fantozziane e pratiche di autocensura come queste ti tolgono credibilità ed efficacia.

Come pensi di riuscire a motivare qualcuno se tu per primo ti mostri così insicuro nella comunicazione?

Non puoi essere in grado di far rispettare le norme di sicurezza se continui ad avere un atteggiamento di servilismo in azienda.

Ricorda: le persone ti tratteranno come tu gli permetterai, consapevolmente o inconsapevolmente.

Dai valore a te stesso! Il tuo lavoro è importante, rendi prezioso il tuo tempo e ciò che devi dire. Vedrai che le persone inizieranno a trattarti diversamente.

#6 Didatticità

La comunicazione non è fatta solo di contenuto, ma anche e soprattutto di forma.

Occuparsi solo di quello che va detto, e non di come lo stiamo dicendo, è un errore che può costare caro.

Pensa a quando andavi a scuola..

​​Quanto erano noiose quelle lunghe e schematiche spiegazioni del prof. di turno?
​Accade esattamente lo stesso con la Sicurezza.


Il più delle volte ti concentri solo su quello che devi comunicare, lo infarcisci di nozioni e indicazioni, dimenticando una cosa importante..

Cioè, quanto una comunicazione snella, una serie di slide graficamente accattivanti o uno speech dove usi l’ironia, possa in realtà fare la differenza tra un’aula annoiata e un’aula attenta.

Un buon vino dentro il cartone del tetrapak verrà comunque percepito come un vino di poco valore.

​​Se, invece, quello stesso vino lo metti in una bella bottiglia di vetro con un’etichetta accattivante, non credi che acquisti più valore?


Quindi.. Facciamoci un favore una volta per tutte.. 

Prestiamo attenzione a COME diciamo le cose, non solo a quello che diciamo.

Buttiamo questo benedetto cartone del tetrapak!!​​​​

#7 Declamazione Urbi et Orbi

​Uno degli atteggiamenti più sbagliati di chi si occupa di Sicurezza è la presunzione che debba interessare a tutti.

Declamare “La sicurezza è importante per tutti” o “Tutti devono prestare attenzione alla prevenzione”, significa dare per scontato che le persone abbiano lo stesso grado di consapevolezza e di sensibilità al tema.

Eppure mettiamocelo in testa: non è sempre così!

Lo so che ti verrebbe voglia di lanciare il PC in aria e mandare tutti a quel paese “Ma come, una cosa così importante non viene presa in considerazione!!”

Eppure dobbiamo stare calmi, respirare e comprendere che un processo di creazione di Cultura della Sicurezza richiede piccoli passi costanti e determinati.​​​​


Ognuno ha un proprio percorso culturale ed evolutivo individuale. Non possiamo pensare o pretendere che tutti, indistintamente, abbiano anche la stessa percezione del rischio.

Invece di fare queste inutili proclamazioni “urbi et orbi” o arrabbiarci perché i lavoratori non indossano DPI in cantiere e non attuano comportamenti virtuosi, proviamo a cambiare strategia.

Accompagniamo le persone ad innamorarsi della Sicurezza, guidiamole verso una presa di coscienza, e risvegliamo in loro il senso del volere (non del dovere..).

Ricorda: il cambiamento richiede tempo, volontà e dedizione. Dobbiamo avere fiducia nel processo e puntare sempre a obiettivi di lungo termine.

 

Bene, si chiude qui il nostro viaggio sui 7 Peccati Capitali della Sicurezza sul Lavoro!

Ti auguro una splendida giornata 😉

Riflessione sulla Cultura della Sicurezza

Oggi voglio condividere una mia riflessione dopo gli incidenti sul lavoro avvenuti negli ultimi mesi.

Tragici eventi che, da una parte hanno scatenato manifestazioni, proteste e ondate di indignazione generale…

Dall’altra, hanno spinto il governo a prendere seri provvedimenti per chi non rispetta le norme di sicurezza.

Provvedimenti, come al solito, di natura punitiva: controlli più severi, pesanti sanzioni per chi non rispetta le norme di sicurezza, e via dicendo.

Ma siamo sicuri che questo sia il metodo più efficace per cambiare le cose?

Ha davvero senso continuare a ragionare con questa logica?

 

Da qui la mia riflessione.

 

Ciò che ripeto da anni, infatti, è che il vero cambiamento non parte mai dall’esterno con obblighi e controlli serrati, stile Gestapo… Nasce piuttosto dall’interno, creando in primis una solida cultura della sicurezza nelle aziende.

Come?

Ad esempio, iniziando ad agire giorno dopo giorno sui valori, sulle convinzioni e sui comportamenti quotidiani dei lavoratori.

Proprio per questo, nel mondo del Safety Coaching abbiamo raggruppato diverse abilità che possono aiutarti a lavorare in questa direzione.

Parliamo di skill fondamentali, come la capacità di:

  • creare un rapporto di fiducia a tutti i livelli aziendali;
  • ascoltare attivamente i lavoratori al fine di identificare schemi di pensiero, strategie motivazionali e convinzioni limitanti;
  • creare consapevolezza per stimolare i lavoratori a riconoscere in autonomia i rischi nei luoghi di lavoro e le soluzioni più adatte da adottare.

Ora, nella riflessione che ti propongo voglio soffermarmi sulla natura del cambiamento umano. Le grandi trasformazioni difficilmente avvengono da fattori di pressione esterna.

Certo, inasprire le sanzioni e aumentare i controlli è un buon deterrente ma, nel lungo periodo, questa scelta è poco sostenibile e poco efficace.

La quasi totalità dei nostri comportamenti è guidata da processi inconsci, basati su ciò che ci stimola, su ciò che reputiamo sensato a livello profondo e sulle nostre abitudini.

Anche le evidenze empiriche della Scienza Comportamentale hanno rivelato la supremazia del rinforzo positivo e dell’automotivazione come basi del cambiamento di lungo periodo.

Un professionista della Sicurezza che abbia a cuore il successo del suo operato dovrebbe agire sempre con un focus molto preciso:

Intervenire sulla struttura profonda di ogni organizzazione (valori, convinzioni, abitudini) al fine di generare un cambiamento duraturo, stabile e sostenibile.

A questo proposito ti voglio lasciare alcune domande per riflettere su questo tema:

  • Le azioni che intraprendi sono legate al cambiamento interiore delle persone?
  • La tua azienda si occupa di promuovere la Sicurezza come valore positivo?
  • La Sicurezza nel tuo ambiente di lavoro è un’esperienza che crea entusiasmo?
  • Nelle tue attività quotidiane tieni conto degli aspetti davvero rilevanti per il lungo periodo?

Pensaci su.

Ti auguro una splendida giornata.

Matteo Fiocco – Trainer Safety Coach Federation

 

P.S. Se vuoi acquisire strumenti e strategie per diventare un vero professionista della Sicurezza, allora inizia subito il percorso nella nostra Safety Coach Federation:

1- Video corso Motivare alla Sicurezza

Il nostro video corso introduttivo sui 3 pilastri della motivazione umana.

2- I nostri Ebook

3 libri introduttivi per: comunicare efficacemente la Sicurezza, coinvolgere la Dirigenza, formare efficacemente al Safety.

3- Libro Motivare alla Sicurezza

Il testo di base da cui partire per scoprire il metodo Safety Coaching

4- Safety Coaching Essential

Il nostro corso più venduto di sempre: tutto il meglio del Safety Coaching in un concentrato di strategie e applicazioni pratiche.

5- Costruire Comportamenti Sicuri

La Scienza del Comportamento applicata alla Sicurezza. Un corso BBS semplice, completo e costruito per guidarti alla scoperta di strategie fondamentali.

6- Formare per Coinvolgere alla Sicurezza

Stanco di vedere facce annoiate durante le ore di training? Scopri subito come coinvolgere le persone durante le tue docenze!

Cultura della Sicurezza: l’importanza delle abitudini

Più volte nelle mie newsletter ho parlato dell’importanza di creare una solida cultura della sicurezza all’interno dell’azienda.

Ma all’atto pratico come si realizza un cambiamento così radicale?

Per rispondere a questa domanda, ti voglio raccontare prima la storia di Alcoa.

Siamo nel 1987 e Alcoa (acronimo di Aluminium Company of America) è una delle realtà leader nella lavorazione dell’alluminio: dalle classiche lattine per bibite, ai bulloni utilizzati per la costruzione dei satelliti.

Tuttavia, in quel periodo le cose non stavano andando molto bene a causa di alcune scelte aziendali errate.

Tra perdite di profitti e scioperi da parte degli operai, il consiglio di amministrazione decise che era arrivato il momento di un cambio drastico ai vertici aziendali.

La scelta per il nuovo amministratore delegato ricadde su Paul O’Neill, ex burocrate del governo americano.

Quando Paul iniziò il suo discorso nel giorno della presentazione ufficiale lasciò tutti i presenti sbigottiti.

Anziché parlare di aumentare i profitti, diminuire i costi e altri temi tanto cari agli investitori, esordì con queste parole:

«Voglio parlarvi della sicurezza dei lavoratori. Ogni anno molti operai di
Alcoa subiscono seri infortuni. Il nostro tasso di infortuni è inferiore alla media dell’industria americana, soprattutto se pensiamo che i nostri dipendenti lavorano con metalli che raggiungono i 1550 gradi e macchine che possono strappare un braccio a un uomo. Tuttavia non è abbastanza. Intendo fare di Alcoa l’azienda più sicura in America. Voglio azzerare gli infortuni.»

In pratica TUTTO il suo discorso riguardava la Sicurezza sul lavoro.

Era fermamente convinto che per risollevare le sorti dell’azienda e incrementare i profitti, era necessario migliorare in primis la sicurezza.

Come reagì il pubblico?

Rimase di stucco pensando che O’Neill fosse un pazzo.

Pensa che, finita la presentazione, alcuni investitori chiamarono subito i propri clienti consigliando di vendere le azioni della compagnia il prima possibile.

Consiglio che si rivelò sbagliato, poiché O’Neill aveva pienamente ragione….

A un anno dal suo discorso, infatti, i profitti di Alcoa aumentarono a dismisura.

Quando nel 2000 O’Neill lasciò l’azienda, gli utili netti erano quintuplicati rispetto al 1987 e il valore di mercato di Alcoa era arrivato a 27 miliardi di dollari.

“Bella storia Matteo ma non ho ancora capito dove vuoi arrivare…”

Ora te lo spiego…

Quello che voglio condividere con te sono 2 riflessioni molto importanti.

La prima riguarda la percezione delle persone nei confronti del Safety.

Spesso lavoratori e dirigenti pensano che fare sicurezza sia un perdita di tempo.

Un obbligo che “purtroppo” per legge bisogna rispettare.

Un po’ la stessa diffidenza che si respirava nell’aria durante il discorso di O’Neill.

La storia di Alcoa invece ci insegna il contrario.

Concentrandosi solo sulla sicurezza O’Neill creò un cambiamento culturale che stravolse per sempre l’organizzazione aziendale.

Una maggior attenzione alle dinamiche di sicurezza, portò i lavoratori a esaminare i processi di produzione poco efficienti e a migliorarli, aumentando di conseguenza la produzione e il fatturato.

E attenzione, non stiamo parlando di una piccola azienda sperduta tra i monti, ma di una multinazionale che contava 31 stabilimenti sparsi in tutta l’America.

Questo per farti capire il lavoro immane realizzato dal nuovo Dirigente.

La seconda riflessione riguarda il come O’Neill creò cultura della sicurezza in Alcoa.

Il suo progetto per creare un’azienda più sicura si basava infatti sul rispetto di routine molto rigorose.

Per ogni infortunio piccolo o grave di un dipendente, il responsabile dell’unità doveva fare rapporto a O’Neill entro 24 ore e presentare un piano affinché l’infortunio non si verificasse di nuovo.

Il tutto veniva accompagnato da continui incoraggiamenti, riconoscimenti del merito, analisi sul campo costanti e checklist di controllo per ogni nuova procedura stabilita.

In caso di problemi, gli operai dovevano avvisare subito i capi reparto, che a loro volta riferivano ai responsabili e infine quest’ultimi a O’Neill. Il tutto nell’arco di 24 ore.

I capi reparto dovevano tenere a portata di mano un elenco di suggerimenti poiché, in caso di problemi, dovevano disporre già di una serie di possibili soluzioni.

Questo nuovo complesso sistema di routine da applicare rese la Sicurezza un tema centrale di tutta l’azienda.

Ora, realizzare un cambiamento così radicale non è facile come sembra, anzi…

Ma come questa storia insegna, la vera chiave per farlo è instaurando nuove abitudini più funzionali giorno dopo giorno.

Le stesse che hanno permesso ad Alcoa di diventare una delle aziende più sicure, efficienti e produttive d’America.

Bene, anche per oggi siamo giunti alla fine.

Prima di lasciarti però voglio salutarti con una citazione sulla forza della costanza che ho sempre fatto mia negli anni.

“Ci sono cose che vanno fatte ogni giorno. Mangiare sette mele la domenica sera invece che una al giorno semplicemente non produrrà l’effetto desiderato.”
Jim Rohn.

Riflettici su!

Sicurezza e Soft Skills: 13 Libri imperdibili

Questa è una delle domande che ricevo più spesso in privato, o nei nostri Master, da moltissimi responsabili e professionisti della sicurezza.

Chi mi conosce bene sa quanto io amo leggere e dedicare ore di lettura su crescita personale, comunicazione e leadership.

Bene, oggi in questa calda giornata di fine estate, voglio cogliere l’occasione per condividere una serie di letture che devi assolutamente avere nella tua libreria!

Per facilitarti le cose, te lo ho già suddivise in categorie in base alle mie aree di interesse preferite.

Spero che questi libri possano arricchirti. Per me rappresentano alcuni dei pilastri che, in questi oltre 15 anni di studio e lavoro, hanno davvero fatto la differenza.

Vediamole insieme…

Efficacia personale

Detto Fatto – David Allen
Se sei un consulente o un responsabile della sicurezza, immagino che ogni giorno avrai mille cose da fare, tra attività più importanti che richiedono la tua presenza e altre più superficiali.

Il rischio più grande però è quello di perdere dei pezzi per strada e tralasciare le cose più importanti.

Getting Things Done (in italiano Detto Fatto) è il primo libro che ti consiglio di leggere a tema produttività.

David Allen è un mago in questo campo e nel suo libro espone una serie di consigli e strategie pratiche che ti aiuteranno a organizzare al meglio le tue giornate.

Deep Work – Cal Newport
Ci sono attività molto importanti che ogni giorno svolgiamo e che richiedono il massimo impegno.

Spesso però la distrazione è sempre dietro l’angolo limitando fortemente i nostri risultati.

Cal espone in questo libro 4 regole fondamentali che ti aiuteranno a mantenere alta la concentrazione e focalizzarti al massimo sulle attività più importanti.

Motivazione

Come Motivare le Persone – Susan Weinschenk
Una delle sfide più ardue per ogni consulente o responsabile della sicurezza, è quella di riuscire a motivare i lavoratori attuando comportamenti più virtuosi.

Susan Weinschenk in questo libro analizza (con l’ausilio di ricerche scientifiche) le 7 leve che ti permetteranno di motivare le persone e influenzare le loro scelte.

La dittatura delle abitudini – Charles Duhigg
Più volte nel corso delle varie newsletter ho parlato del potere delle abitudini e di come influenzano negativamente i comportamenti dei lavoratori.

Molte delle azioni che compiamo tutti i giorni infatti non sono il frutto di scelte ponderate, bensì di abitudini.

Charles Duhigg va a fondo della questione, mostrando come nascono le e soprattutto come si possono trasformare al fine di migliorare sé stessi e gli altri.

Comportamento e Change Management

Performance Management (Aubrey Daniels)
Se c’è un libro che ogni professionista del Safety deve leggere per capire come creare una solida cultura della sicurezza all’interno delle aziende, è proprio questo.

Performance Management è un must ricco di consigli utili per capire quali sono le azioni che ogni buon leader deve fare per ottenere risultati.

Triggers – Marshall Goldsmith
Una delle frasi che ripeto più spesso quando parlo di leadership è che: “l’azione è ciò che contraddistingue le persone di successo dalle altre.

Puoi passare giorni, settimane, mesi a pianificare gli obiettivi di sicurezza ma se non li porti a compimento, stai solo sprecando tempo e fatica.

Goldsmith in questo libro suggerisce un processo di auto-monitoraggio per misurare costantemente il tuo impegno e portare a termine i tuoi obiettivi.

Coaching

Coaching – John Withmore
John Withmore non ha bisogno di presentazioni, è stato uno dei massimi esponenti del coaching e ha contribuito più di tutti allo sviluppo di questa disciplina.

Perché consiglio questo libro?
Perché all’interno troverai consigli preziosi per aiutarti a relazionarti al meglio con lavoratori, colleghi e dirigenza, trasformando la logica direttiva in una logica collaborativa.

L’evoluzione contagiosa – Giuseppe Meli, Jacopo Rivoltella
L’evoluzione contagiosa racchiude approcci, strategie pratiche e segreti dei più grandi coach che ti aiuteranno ad acquisire il giusto mindset, per ottenere risultati concreti nella vita e nel tuo lavoro.

Comunicazione

PNL al Lavoro – Sue Knight
Sai che ho sempre attaccato lo stile estremo e sopra le righe di certe correnti piennellare. Questo non vuol dire però che alcuni principi e alcune idee della Programmazione Neuro Linguistica siano da buttare via.. anzi!

Ho letto moltissimi libri sulla PNL ma quest’opera di Knight contiene esempi pratici per applicare i concetti essenziali di questa disciplina nel lavoro quotidiano.

Scoprirai molte tecniche utili che ti aiuteranno a migliorarti come professionista, ad esempio come:

  • Migliorare la tua comunicazione e renderla più efficace;
  • Creare un clima di fiducia con i tuoi lavoratori;
  • Stimolare le persone attraverso feedback efficaci;

Volere troppo e ottenerlo – Christopher Voss, Tahl Raz
Un altro tema che ho trattato spesso riguarda l’intelligenza emotiva e come migliorarla per aumentare l’efficacia delle interazioni con gli altri.

In questo libro troverai alcuni spunti direttamente da Chris Voss, negoziatore capo dell’FBI, per migliorare le tue relazioni con gli altri e riuscire a influenzare positivamente le emozioni e le scelte delle persone.

Il codice segreto del linguaggio – Paolo Borzacchiello
Spesso, la sicurezza viene percepita dai lavoratori come una materia noiosa fatta di norme e regolamenti complicati.

Borzacchiello, tra i massimi esponenti della linguistica efficace, spiega come rendere la nostra comunicazione più efficace e comprensibile a tutti.

Business

Million Dollar Consulting – Alan Weiss
Se leggi in inglese questo libro non può assolutamente mancare tra la tua collezione.

Essenziale, diretto, brutale come solo un libro di business sa fare.

Questo best-seller di Alan Weiss è uno dei migliori libri che consiglio a ogni professionista del Safety che aspira a guadagnare di più e a distinguersi nel mercato della sicurezza.

Pitch Anything – Oren Klaff
L’ultimo libro che ti consiglio è in assoluto uno dei miei preferiti.

Qui si rovescia completamente il principio di comunicazione “efficace” vecchio stile.

Se cerchi consigli e spunti utili per capire:

  • Come “venderti di più” come professionista della sicurezza;
  • Migliorare le tue presentazioni in azienda;
  • Catturare l’attenzione di chi ti ascolta;
  • Essere davvero incisivo con i Leader aziendali;

Questo è un libro che devi assolutamente leggere!

Bene, detto questo anche per oggi siamo giunti alla fine.

Spero che queste letture possano darti gli strumenti giusti per crescere professionalmente e aiutarti nel tuo lavoro quotidiano.

I 4 Archetipi del Safety Coaching

“La cosa migliore e più sicura è avere equilibrio nella tua vita, riconoscere i grandi poteri attorno a noi ed in noi. Se riesci a farlo, e a vivere in quel modo, sarai davvero una persona saggia.”

Euripide

Oggi, in gran segreto, voglio condividere con te una storia molto particolare.

Non la troverai in nessun manuale della sicurezza (si dice sia stata censurata molti secoli fa).

Questa leggenda narra pregi e difetti dei 4 grandi archetipi della sicurezza e contiene il vero segreto per diventare un professionista del Safety.

Sei pronto a iniziare questo percorso?

Allora iniziamo subito…

Secoli or sono, nella terra di Rischioland, un giovane addetto alla Sicurezza si avvicinò al suo Maestro e gli chiese:

Maestro come posso diventare un grande professionista della Sicurezza come te? Quali sono le giuste doti e virtù che debbo possedere?

Il Maestro sorrise e, sedendosi sul grande masso della saggezza, rispose: “Conosci i 4 archetipi della Sicurezza?

No Maestro.. Ti prego narrami questa storia!” rispose il giovane incuriosito…

Il Maestro quindi iniziò a disquisire dei 4 archetipi della sicurezza partendo dalla REGINA.

“Questo primo Archetipo è una figura che sa comunicare con autorità i rischi e i pericoli a tutti i livelli aziendali.

La Regina non teme il confronto con la dirigenza anzi, è in grado di coinvolgerla al meglio e attivarne l’attenzione nel dare l’esempio.

È dotata di grandi abilità linguistiche e le sue parole sono come frecce che si scagliano dritte al cuore delle persone, risvegliando sentimenti positivi nei confronti della sicurezza.

Sa infatti esprimere i suoi concetti in modo chiaro e semplice, evitando paroloni o sigle incomprensibili.

Tuttavia, come spesso accade con i sovrani, non è in grado di ascoltare e comprendere a fondo i bisogni dei lavoratori, di rispettare i punti di vista contrastanti e di creare quel senso di appartenenza necessario a fare tutti la propria parte.”

Proseguì allora il Maestro, narrando del secondo archetipo: il GUERRIERO

“Forte e indomabile, il Guerriero è un vero leader della sicurezza che sa anticipare le possibili criticità in azienda e sa pianificare con largo anticipo gli obiettivi di sicurezza.

È una persona combattiva, fiera del suo nobile compito che ha scelto ed è disposto a tutto pur di arrivare all’obiettivo zero infortuni.

Forse anche troppo…

Perché è talmente severo con sé stesso e con chi gli sta attorno, che pur di riuscire nel suo intento, tende a imporre troppe norme e limitazioni per far sì che si rispettino le procedure di sicurezza.

Così facendo però non lascia autonomia ai lavoratori e tende a sopraffare tutti indicando la via e le giuste scelte.

Eppure, caro il mio allievo, sappiamo bene che nessun soldato, in assenza di consapevolezza sui Rischi, potrà vincere la sua guerra contro gli infortuni…”

Rispose allora l’allievo: “Maestro e qual è il terzo archetipo?”

“Il terzo archetipo è la MAGA, colei che ha una conoscenza smisurata da cui attingere.

Conosce a memoria tutte le norme e i regolamenti mai scritti finora.

Ama alla follia questa materia e passa le giornate all’interno del suo oscuro rifugio, tra nozioni tecniche, letture di approfondimento e scartoffie da compilare.

Così facendo però, tende a isolarsi troppo dai lavoratori e dalla realtà organizzativa, senza riuscire a trasmettere il suo enorme bagaglio di conoscenza.

D’altronde sappiamo bene che la Sicurezza è fatta di persone.”

Il Maestro si schiarì un po’ la voce e riprese col quarto e ultimo archetipo: l’AMANTE.

“L’Amante è una figura che ama i piaceri della vita e adora conversare per ore con le persone che gli stanno accanto.

Ha infatti grandi doti comunicative e, a differenza della Regina, sa capire e ascoltare le persone instaurando nel tempo relazioni di fiducia con tutto il team.

Purtroppo però, il suo essere affabile e gioviale mina la sua autorevolezza e fa sì che le persone, spesso, non ne seguano le richieste o le indicazioni di prevenzione.”

Ora, dopo aver concluso il racconto dei 4 archetipi, il Maestro chiese al giovane consulente: “Ora hai capito qual è il segreto per diventare un professionista del Safety?“.

Il giovane allievo, confuso da tante informazioni, rispose scuotendo il capo.

Il Maestro, con saggezza e pazienza, riprese quindi a spiegare:

“Il segreto per diventare un grande professionista della Sicurezza sul Lavoro sta nel raggiungere un perfetto equilibrio tra le qualità positive dei 4 archetipi, evitandone le debolezze.

Devi essere forte nel comunicare il rischio a tutti i livelli aziendali – come la Regina – ma imparando ad ascoltare dubbi, idee e convinzioni dei lavoratori.

Devi essere passionale – come il Guerriero – anticipando le criticità in azienda e pianificando correttamente gli obiettivi di sicurezza.

Ma devi anche lasciare autonomia ai lavoratori in modo che riescano col tempo a riconoscere loro stessi rischi e pericoli in azienda.

È inoltre fondamentale possedere un buon bagaglio tecnico di conoscenze – proprio come la Maga – ma è importante tenere conto dei fattori umani e della motivazione delle persone.

Infine, devi saperti relazionare con gli altri – come l’Amante – instaurando relazioni di fiducia e guidando le persone, mantenendo un saggio distacco che ti aiuti a far rispettare le regole.”

Il Maestro quindi si alzò in piedi e prima di salutare il giovane consulente, gli disse:

Questo equilibrio lo si raggiunge solo con il tempo e l’esperienza…

Ora mio caro, fermati un attimo e rifletti:

A che punto ti trovi ora?
Conosci bene i tuoi punti di forza e le debolezze su cui devi migliorare?

Riflettici un po’ su e ricorda: solo un cuore nobile e una mente attenta potrà creare una straordinaria Cultura della Sicurezza in Azienda.

Cambiamento Culturale e Impotenza Appresa

Più volte nel corso delle mie newsletter ho attaccato i vari “furbetti della sicurezza” o i “maghi delle scartoffie“.

Oggi però voglio spezzare una lancia in loro favore…

Tranquillo, non sono ancora passato al lato oscuro; sono ben consapevole che gran parte di loro agisca esclusivamente per mettersi due spiccioli in tasca..

Eppure da buon ottimista quale sono credo che una piccolissima parte di loro operi in questo modo perché impotente!

Ti racconto meglio cosa intendo con questo racconto..

Martin Seligman, psicologo americano di fama mondiale, fece 2 esperimenti per verificare una sua teoria.

Nel primo caso mise 2 cani in 2 gabbie differenti, sottoponendoli a piccole scosse elettriche.

In una gabbia non c’era modo di fermare le scosse, mentre nell’altra era presente una leva, che il cane imparava ad azionare per farle cessare.

Successivamente, per verificare il comportamento dei due cani dopo questa prima esperienza, utilizzò una terza gabbia dove da un lato venivano erogate scosse elettriche, dall’altro invece no.

Il cane che aveva imparato ad azionare la leva, cercò subito di risolvere il problema “scosse” spostandosi e scoprendo il lato della salvezza.

Il secondo cane invece, abituato ormai a non poter cambiare le cose, se ne restò lì – impotente – a subire quelle fastidiose scosse.

Qualche anno più tardi, Seligman, fece un esperimento simile su un gruppo di studenti, collocandoli in una stanza e sottoponendoli a rumori fortissimi.

All’interno della stanza c’erano delle manopole che gran parte di loro provarono a girare, senza che succedesse nulla. Il rumore persisteva.

Ripeté l’esperimento con gli stessi studenti, questa volta però con le manopole funzionanti.

Risultato?

Solo una minima parte provò a girarle. La maggior parte degli studenti non fece nulla. Se ne restò lì – impotente – a subire quei fastidiosissimi rumori.

Seligman con questi esperimenti definì la sua teoria della sindrome da impotenza appresa: una condizione inconscia che ci porta ad adattarci a situazioni, anche spiacevoli, senza fare nulla per cambiarle.

È una meccanismo estremamente limitante, che mina in modo drastico l’autostima delle persone.

Beh nella Sicurezza sul Lavoro, spesso, accade la stessa identica dinamica.

Prova a pensarci…

Quante volte hai tentato di comunicare con lavoratori annoiati a cui non importa minimamente ciò che hai da dire?

Quante volte ti sei scontrato con la dirigenza che non ti ascolta e non vuole essere minimamente coinvolta?

In quante occasioni ti sei sentito l’unico interessato a un tema così importante?

In questo scenario, è comprensibile avere la convinzione di non poter cambiare le cose e finire per lasciarsi vittime dell’impotenza appresa.

Questo è quanto di più triste possa accadere..

Perdere la speranza di poter cambiare le cose è il primo passo verso la totale impossibilità di riuscirci.

E attenzione non ti sto raccontando robe new age, leggi di attrazione o visualizzazioni-quantiche-pudenza-della-mende..

Ti invito solo a riflettere che quando lasciamo spazio ai nostri pregiudizi il dialogo, il confronto e lo scambio all’interno delle aziende diventa sterile e improduttivo, impedendoci di raggiungere il tanto ambizioso obiettivo: cambiare la Cultura della Sicurezza.

Per sondare questo aspetto di cui ti ho parlato prova a domandarti:
– Ho fiducia nella possibilità di influenzare positivamente il mio ambiente?
– In una scala da 1 a 10 quanto ritengo che sia possibile trasformare la Cultura della Sicurezza in un’azienda?
– Mi sento in grado di far cambiare i comportamenti delle persone e di motivarli alla sicurezza?

Ricorda: il cambiamento non è né facile né veloce, ma è la cosa più bella a cui tu possa dedicarti.

Fare sicurezza sarà sempre più difficile…

Oggi voglio vestire i panni del “guru motivazionale” e farti una bella domanda…

Come lo vedi il futuro della sicurezza sul lavoro nei prossimi anni?

Te lo chiedo perché sai meglio di me che fare sicurezza è diventato sempre più difficile.

In primis perché è un lavoro che rischia di lasciarti preda della burocrazia e dalle tonnellate di documenti che puntualmente invadono la tua scrivania.

La natura legislativa di questo mestiere infatti richiede l’investimento di tantissimo tempo per curare la parte burocratica: documentazioni, adempimenti da rispettare, aggiornamenti tecnici.

L’altro grande problema riguarda chi ti ascolta, ovvero i lavoratori.

Nella loro testa la sicurezza è percepita come una materia noiosa, un insieme di regole che non servono a nulla e fanno solo perdere tempo.

Di conseguenza, non ascoltano e non sono minimamente motivati a:

  • accogliere le tue indicazioni sui rischi e i pericoli all’interno dell’azienda;
  • seguire le procedure per lavorare in sicurezza.

E mentre ti dai fare come professionista continuando ad aggiornarti e cercando di coinvolgere tutta l’azienda al safety, ogni giorno spuntano nuovi ciarlatani che si propongono ad un prezzo più basso, per produrre solamente mera documentazione (danneggiando ulteriormente questo settore).

Questo è in sintesi lo scenario attuale di chi fa sicurezza oggi..

Ok Matteo quindi mi stai dicendo che devo cambiare lavoro?

Certo che no, anzi. Per come la vedo io, sei davanti a un bivio e ci sono 2 strade che puoi imboccare..

La prima è continuare a lottare come hai sempre fatto con lavoratori annoiati e dirigenza disinteressata.

Fino al giorno in cui non cederai e inizierai a pensare: “ma chi me lo fa fare?” mandando tutti al diavolo e gettando la spugna, finendo per deprimerti e limitare i danni.

Oppure puoi scegliere la via più difficile, ma più nobile, cercando di dedicarti con ogni fibra del tuo corpo a cambiare davvero le cose:

  • Diventando un punto di riferimento insostituibile per l’organizzazione e guidando con passione tutte le scelte inerenti alla sicurezza all’interno dell’azienda;
  • Elevando il tuo ruolo e iniziando ad interagire efficacemente con la direzione sulle scelte strategiche o confrontandoti con i lavoratori per creare un clima di rispetto e collaborazione;
  • Influenzando le scelte di tutti orientandole sempre verso il bene comune e la salvaguardia delle persone;

Ora io non ho dubbi che tu abbia le conoscenze tecniche per affrontare il tuo lavoro. Quelle sono la base per chiunque voglia fare Sicurezza in maniera eccellente.

Bisogna conoscere la materia, saper fare una Valutazione dei Rischi, saper prendere decisioni corrette, sapere quali procedure far mettere in atto per evitare infortuni e tutto ciò che di tecnico è fondamentale.

Quello che molti professionisti tralasciano, invece, è la loro abilità nelle competenze comunicative e relazionali che sono imprescindibili per chiunque voglia portare un reale cambiamento nelle organizzazioni.

A che serve avere la conoscenza tecnica se poi non si riesce a condividerla?
A che serve scrivere una procedura se poi nessuno vuole darti retta?

Possibile che aprendo qualunque gruppo Facebook sulla Sicurezza si trovano solo domande legate a normativa o tecnicismi?

Oh ma davvero… Possibile che io non trovi mai una santa volta domande del tipo:

“Come faccio a motivare i lavoratori alla Sicurezza?”
“Come faccio a farmi ascoltare dal Datore di Lavoro?”
“Che strategie usate per creare Cultura della Sicurezza?”

Macché, niente di tutto ciò! Eppure questa parte è basilare, come dicevamo, per ogni autentico salto culturale.

Ok Matteo, quindi mi stai dicendo che per te il Safety Coaching è tutta motivazione e persuasione?

NO. NIET. NEIN!!!

Il Metodo Safety Coaching si basa su Conversazioni Strategiche messe in atto a tutti i livelli aziendali.

Ogni comunicazione infatti, che si tratti di una semplice riunione con i lavoratori o un confronto con la dirigenza, deve mirare a 5 obiettivi ben specifici:

  • Aumentare la relazione instaurando un rapporto di fiducia con chi ti ascolta;
  • Rinforzare i comportamenti sicuri premiando i lavoratori che attraverso piccole azioni, attuano comportamenti corretti;
  • Invitare le persone a riconoscere in autonomia i rischi e i pericoli in azienda stimolandole a ricercare le risposte adatte;
  • Portare consapevolezza sugli errori commessi fornendo indicazioni utili su come rimediare;
  • Modificare i comportamenti delle persone instaurando convinzioni più funzionali e stimolando un reale cambio di visione rispetto alla Sicurezza.

Utilizzare le conversazioni strategiche è l’unica via che ti consentirà di influenzare le scelte e i comportamenti dei lavoratori e cambiare davvero le cose.

Ovviamente si tratta di un percorso, non è certo una roba “quantico-pudenza-della-mende” che si apprende dall’oggi al domani.

Come amo ripetere sempre, nel cambiamento umano non esistono bacchette magiche.

Conosci il tuo VERO mestiere?

Una delle cose più difficili per qualsiasi Professionista del Safety è far cambiare idea ai lavoratori sull’importanza di lavorare in sicurezza.

Per quale motivo ti sto dicendo questo?

Perché qualche giorno fa ho avuto il piacere di prendere un caffè con Valerio, un mio caro amico che non vedevo da tempo.

Lui è un Medico di base e si lamentava di quanto sia diventato difficile fare il suo lavoro.

A un certo punto se ne esce con:

“Sai Matteo, ormai sono tutti laureati su Google, si fanno l’autodiagnosi da soli e arrivano da me solo per chiedermi la ricetta.”

“Non importa che la diagnosi sia sbagliata e che li debba convincere a forza per ascoltarmi, Google non sbaglia mai!”

Ovviamente il suo tono era sarcastico e io sono scoppiato a ridere, seppur con un velo di amarezza.

Mentre rientravo a casa infatti, ripensando alle sue parole, mi sono reso conto di una cosa..

Valerio fa il medico di professione, ma il suo vero ruolo è quello di convincere le persone a seguire la sua diagnosi e a curarsi con ciò che LUI suggerisce, che non sempre coincide con ciò di cui i pazienti si sono auto-convinti.

Mentre aspettavo il verde al semaforo, la mia mente ha iniziato a divagare, immaginando una classifica di persone che fanno il lavoro più difficile del mondo, ovvero far cambiare idea alle persone.

Seguimi…

Dottori, venditori, ristoratori e persino i genitori, rientrano tutti in questa speciale categoria. Il loro vero mestiere è quello di convincere le persone a fidarsi, del loro prodotto, servizio o idee.

Pensaci bene:

Un venditore deve convincere la persona che ha di fronte che non può fare a meno del prodotto che ha da vendere…

Un genitore deve convincere i figli a rispettare le regole di buona educazione che li aiuteranno nella società..

Un ristoratore deve convincere il cliente che nel suo ristorante si mangia meglio rispetto alla concorrenza…

Insomma, la lista di chi deve “convincere gli altri” è decisamente lunga.
Questo mi ha condotto a una riflessione molto importante, che cambia completamente la prospettiva del lavoro di tutti..

Il vero Settore di cui tutti noi facciamo parte

I professionisti che affermano con orgoglio “Mi occupo di Sicurezza sul Lavoro” in realtà non hanno davvero compreso il loro mestiere!

Non importa che tu sia Consulente di 30 aziende sparse in Italia o Dipendente di una multinazionale, il vero settore di cui fai parte è il settore del

Far cambiare idea alle persone.

Non è forse necessario convincere il Datore di Lavoro a sposare la causa della prevenzione degli infortuni?

Non ti occupi di incoraggiare gli operai a rispettare le indicazioni e le prescrizioni?

Non sei forse il professionista che cerca con ogni fibra del suo corpo di coinvolgere ed entusiasmare tutti verso una visione di Cultura della Sicurezza?

Beh allora sappi che il tuo VERO mestiere è proprio quello di far cambiare idea alle persone o, nel migliore dei casi, di fare in modo che le idee giuste restino ben salde nella mente di tutti.

Penso che questo cambio di prospettiva faccia balenare in mente tante altre domande:

Come faccio a convincere gli altri della bontà di quanto condivido?
Come posso farmi ascoltare in azienda?
Come posso elevare la mia professionalità e diventare un punto di riferimento per i lavoratori?
Come posso rendere la Sicurezza sul Lavoro qualcosa di interessante, piacevole e coinvolgente?

Voglio rassicurarti: non esistono bacchette magiche. Io non ho soluzioni facili pronte all’uso, e chiunque provi a venderti robaccia motivazionale anni 80′ ti sta solo illudendo.

Una cosa però posso affermarla con assoluta certezza. Il viaggio di ogni professionista del Safety deve prevedere più di una tappa nel lato relazionale del suo lavoro.

Le Norme, i Tecnicismi, gli Aggiornamenti Obbligatori hanno senso solo se inseriti in un contesto comunicativo basato sul tuo valore come essere umano.

Ho passato gli ultimi 15 anni della mia vita a studiare discipline straordinarie: Comunicazione, Coaching, Neuroscienze, Psicologia Comportamentale e Intelligenza Emotiva.

Ho concentrato le strategie e le competenze più efficaci di questo mondo in un programma formativo pratico e concreto, che ti fornirà tutti gli strumenti per fare davvero la differenza.

Oggi ho il piacere di annunciarti che il nostro corso più importante, il Master in Safety Coaching, è nuovamente disponibile nell’unica edizione 2021.

4 giorni di pura formazione teorica e pratica dove avrai la possibilità di confrontarti con tanti professionisti e di apprendere principi essenziali che metteranno in discesa il tuo percorso verso il Successo.

>>> MASTER SAFETY COACHING 2021 – ONLINE EDITION

L’edizione Online del 2020 è stata un successo al pari delle edizioni online. Te lo racconto con le parole di un nostro studente:

Un corso che offre più di quello che sembra. Molto di più, sia nei contenuti che nelle ‘intuizioni’ che i partecipanti hanno l’opportunità di avere. Il tutto gestito con garbo, cura e tanta competenza.
R.Santoro – Consulente

P.S. Se vuoi avere una presentazione ancora più dettagliata del programma puoi iscriverti al Webinar previsto per domani (Giovedì 4 Marzo), dove ti racconterò di più di questo nostro Master 2021.

>>> WEBINAR PRESENTAZIONE MASTER

Matteo Fiocco – Trainer Safety Coach Federation