Come diventare lo Sherlock Holmes della sicurezza

“Lei vede, ma non osserva. C’è una netta differenza”

Questa citazione è tratta da Uno scandalo in Boemia”, il primo dei 56 avvincenti racconti della saga di Sherlock Holmes, l’investigatore.

Nel romanzo in questione, l’investigatore fu chiamato per risolvere un caso di ricatto per conto del futuro Re di Boemia, insieme al suo fedele assistente Watson.

A un certo punto tra i due c’è un’interessante discussione.

Quest’ultimo infatti, si stupisce della facilità con cui Holmes espone le sue deduzioni utili a risolvere il caso, affermando che, una volta spiegate, aveva quasi l’impressione di poter fare lo stesso.

«Ascoltando le sue spiegazioni, le cose mi sembrano così ridicolmente semplici da farmi pensare che potrei facilmente fare lo stesso anch’io; anche se ogni volta che lei mi dà una dimostrazione del suo procedimento logico rimango sbalordito fino a quando non me lo spiega. Eppure, credo che i miei occhi siano buoni come i suoi.»

Al che Holmes risponde:

«Proprio così, lei vede, ma non osserva. C’è una netta differenza.»

«Per esempio lei ha visto spesso i gradini che dall’ingresso portano a questa stanza»

«Spessissimo!»

«Quante volte?» 

«Centinaia di volte direi»

«Quanti sono?» 

«Quanti? Non lo so!» 

»Appunto! Non ha osservato. Eppure ha visto. Questo è il nocciolo.»

Il Detective, nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, e di cui sicuramente hai sentito parlare, era noto per la capacità di risolvere casi apparentemente impossibili, grazie alle sue capacità analitiche.

Riusciva infatti a catturare anche i più piccoli dettagli; le più sottili sfumature, che agli altri apparivano inutili o non notavano proprio, ma grazie a cui lui risolveva qualsiasi caso.

Una capacità di analisi talmente accurata, che sapeva ad esempio distinguere a colpo d’occhio la tipologia di macchie di fango su un pantalone.

Oppure ricostruire in pochi minuti, la vita di chiunque si trovasse di fronte, osservando abiti, accessori ed atteggiamenti.

È questo ciò che lo caratterizza e lo rende così affascinante: la capacità di osservazione della realtà circostante.

Ed è proprio ciò che mi ha stimolato per parlare di ciò che mi piace di più: Motivare alla sicurezza.

L’osservazione: la base del coaching

Se l’osservazione è l’elemento che permette ad Holmes di raccogliere input dall’ambiente che lo circonda per risolvere i casi, dal nostro punto di vista, è la base per creare cultura della sicurezza sul lavoro.

Il compianto John Whitmore, il padre del coaching moderno, definì che ogni attività umana può essere ricondotta a una precisa sequenza in 3 fasi: 

input->processo->output.

In pratica il livello degli input che riceviamo è dato dalla quantità, ma soprattutto dalla qualità degli stessi, e quest’ultima dipende dall’attenzione che mettiamo nel percepirli ed elaborarli.

Più alto sarà il livello di input ricevuti e di conseguenza più alta sarà la consapevolezza di ciò che facciamo, di conseguenza sarà più alto anche il livello di output generati.

Il problema più grande è che dentro di noi, come protezione ai troppi input che riceviamo, si attiva inconsciamente un meccanismo che tende a ridurre al minimo il nostro grado di consapevolezza.

Quel tanto che basta per svolgere le attività.

ED È QUI CHE ENTRA IN GIOCO UN VERO SAFETY COACH

Mi spiego:

Abitudine e ripetitività, fanno abbassare la soglia di attenzione nei lavoratori (scarso livello di input), che agiranno in maniera “meccanica” senza usare troppo la testa in ciò che fanno (scarso livello di output).

Questa scarsa consapevolezza nelle prestazioni, è la principale causa di incidenti e infortuni.

Il tuo compito in qualità di responsabile o consulente della sicurezza,  non è solo quello di raccogliere input di alto livello, ma anche quello di insegnare ai lavoratori a coglierli e sfruttarli a proprio vantaggio. 

Maggiore sarà l’osservazione e gli input che raccoglieranno, maggiore sarà l’attenzione nei processi di sicurezza, e più alto sarà il livello di output generato.

In altre parole dovrai essere in grado di trasformare i lavoratori in veri e propri Sherlock Holmes del Safety 😉

 

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