Cristiano Ronaldo e la Sicurezza Proattiva

Cristiano Ronaldo e la Sicurezza Proattiva

Le morti sul lavoro sono aumentate del 4,3% rispetto allo scorso anno. Sono 432 le vittime nei primi sette mesi del 2019 in occasione del lavoro mentre 167 gli infortuni mortali in itinere per un totale di 599 lavoratori deceduti. Uno su cinque è straniero.

Questi numeri drammatici, impietosi, dovrebbero ricordarci l’importanza di lottare ogni giorno per promuovere una solida Cultura della Sicurezza sul Lavoro.

L’altro giorno facevo una riflessione, che vorrei condividere con te.

Recentemente ho avuto il piacere di partecipare a un importante convegno sul tema Safety, dove ho relazionato sui principi e le strategie che utilizziamo nel nostro Metodo Safety Coaching.

Dopo aver concluso il mio intervento c’è stato il consueto spazio per le domande e per il confronto. Una “domanda” arrivata dal pubblico mi ha veramente colpito. Non si è trattato di una vera e propria domanda, era più un’obiezione mascherata dal punto interrogativo.

Suonava più o meno così: “Eh sì tutto bello, bellissime parole le sue, ma queste robe della Sicurezza non partono da noi, dovete parlare con i Dirigenti, sono loro che devono darci gli strumenti per fare Sicurezza”.

La mia prima reazione è stata di sconforto. Come dare torto a questo lavoratore? Chi sono io per obiettare la sua realtà e il suo mondo professionale così difficile?

Ora sarà capitato anche a te di provare la sua stessa frustrazione. Ti impegni al massimo, ti aggiorni, investi il tuo tempo e le tue energie per condividere i giusti comportamenti eppure… Eppure trovi spesso dei muri di gomma. E questo accade a tutti i livelli, dall’operaio alla dirigenza.

Beh lascia che ti dica ciò che penso. Dopo un profondo respiro e una più attenta riflessione mi sono detto questo: la vita non è mai facile. Che si tratti di trovare lavoro, di studiare e laurearsi, di educare e crescere un figlio o di costruire la Sicurezza in azienda poco cambia.

La vita ci offre continuamente sfide da affrontare, è il nostro atteggiamento che fa la differenza.

Qualche giorno fa alla Scala di Milano hanno premiato il “Fifa Best Player” un riconoscimento calcistico internazionale assegnato ai migliori talenti dell’anno. Grande assente della premiazione Cristiano Ronaldo, costretto a casa per un infortunio muscolare.

Beh la cosa più interessante è che, mentre tutti si gustavano il red carpet e i riflettori, CR7 pubblicava sul suo profilo Instagram una frase che mi ha davvero colpito:

“Pazienza e persistenza sono due caratteristiche che differenziano il professionista dal dilettante. Tutto ciò che è grande oggi è iniziato in piccolo. Non puoi fare tutto, ma fai tutto il possibile per realizzare i tuoi sogni. E tieni presente che dopo la notte arriva sempre l’alba”.

Questo spirito, questo atteggiamento, questa voglia di vincere è quello che contraddistingue un campione come Cristiano Ronaldo da tutti gli altri.

Si tratta dello stesso atteggiamento che dovrebbe vivere forte in ogni Professionista della Sicurezza desideroso di incidere e di fare la differenza.

Eh ma lo sport è un’altra cosa, perché le leggi, lo stato, gli ispettori, la luna piena…

Quante altre scuse si potrebbero trovare pur di non ammettere che in ogni momento, al di là delle condizioni, possiamo scegliere di dare il 100% e di contribuire attivamente per fare la differenza?

L’unica scelta che abbiamo è quella di migliorarci, di dedicare il nostro tempo al dialogo e alla condivisione del valore della Sicurezza in azienda.

Magari non vinceremo il pallone d’oro, ma di sicuro chi sceglie di fare la differenza ogni giorno, ha già vinto.

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