Fare Sicurezza nuoce gravemente alla salute

Oggi come avrai intuito parliamo di fumo e sigarette.

Da sempre il fumo è una piaga che non accenna a diminuire, e ogni anno causa milioni di morti.

Uno dei metodi utilizzati per tentare di arginare questa dipendenza, è quello di imporre alle grandi aziende del tabacco l’utilizzo di immagini shock sui pacchetti.

Ma funziona veramente questa strategia?

Per scoprirlo riprendiamo un esperimento svolto nel 2003 ad opera di Martin Lindstrom, scrittore, consulente di branding, nonché uno dei massimi esperti di neuromarketing.

L’esperimento consisteva nel far vedere immagini shock a un gruppo di fumatori (di diversa provenienza), monitorando tramite una tecnica avanzata di risonanza magnetica quale area del cervello si attivasse.

Ora, se lo scopo delle immagini è quello di spaventare i fumatori, è logico pensare che una delle aree più sollecitatesia proprio quella corrispondente alla paura.

In realtà l’esperimento dimostrò altro…

L’area più stimolata durante il test si rivelò essere quella del desiderio, la stessa area che si attiva quando il nostro cervello ci spinge a fumare.

In altre parole, non solo quelle immagini scabrose e ripugnanti non abbassano il desiderio di fumare… ma addirittura lo aumentano!

E il bello è che durante il test, venne chiesto ai fumatori se quelle immagini fossero veramente impressionanti e tutti risposero di sì!

Ok Matteo non ho ancora capito dove vuoi arrivare… Che c’azzecca il fumo con la sicurezza?

Questo esperimento mi ricorda molto i classici, e spesso utilizzati, video shock del Safety.

Questi video, proposti in varie occasioni in cui si parla di Sicurezza, mostrano mirabolanti near-miss, infortuni shock o addirittura incidenti mortali.

Chi li utilizza è convinto che attraverso quelle immagini riuscirà a stimolare e motivare i lavoratori a rispettare finalmente le norme di sicurezza.

E puntualmente, proprio come per le immagini dei pacchetti di sigarette, il risultato non cambia o gli effetti durano solo pochi giorni…

Ti suona familiare?

Questo esperimento ci insegna 2 grandi lezioni che possono essere utili anche a te.

1. La motivazione umana non si può improvvisare

Il cervello umano è una macchina estremamente complessa e se vuoi motivare davvero le persone devi comprendere appieno il contesto e offrire continuamente nuovi stimoli:

  • Conoscendo l’ambiente umano e le sue dinamiche: dove si trovano i lavoratori, che tipo di rapporti ci sono, cosa potrebbe motivare o demotivare le persone;
  • Stimolare la proattività: invitando i lavoratori attraverso sfide di gruppo e gameplay a ricercare in autonomia le migliori soluzioni per la sicurezza dell’azienda;
  • Creando connessioni e relazioni di valore: instaurando relazioni di fiducia e utilizzando l’ascolto attivo per comprendere bisogni, sensazioni e punti di vista contrastanti;

2. Le emozioni da sole non bastano a motivare le persone
Prendendo l’esempio delle immagini, abbiamo visto che se anche la parte razionale del cervello pensa che siano efficaci, la parte inconscia agisce in maniera inaspettata.

Lo stesso vale per i tanto utilizzati video bomba.

Di primo impatto colpiscono sicuramente, ma passata l’emozione iniziale tutto torna come prima.

L’abitudine vince. Quasi sempre.

Questo accade perché le emozioni sono stati mentali passeggeri che nascono e muoiono in fretta.

Quello che dovresti fare invece è preoccuparti sì delle emozioni, ma allo stesso tempo costruire qualcosa di più duraturo come i sentimenti.

Che c’entrano i sentimenti? Non basta far vedere qualche video SCIOCCANTE per creare cultura!1!1??

Mi spiace deludere i fan accaniti dei filmati Hollywoodiani, ma quando si parla di Motivare alla Sicurezza bisogna andarci con i piedi di piombo e riflettere sempre sull’efficacia delle proprie strategie.

L’obiettivo di un Safety Coach non è quello di stimolare emozioni forti dalla breve durata, ma di creare un sentimento positivo nei confronti della sicurezza.

Il Sentimento rappresenta la nostra esperienza profonda, ciò che davvero riteniamo valido e importante. Questo stato è definibile come un mix di sensazioni e pensieri, e perdura nel tempo.

E l’unico modo per far nascere sentimenti efficaci che guidino la motivazione al Safety è dedicare tempo ed energie per una profonda riflessione autonoma e un continuo rinforzo dei comportamenti virtuosi.

Ricorda: I sentimenti sono la vera chiave per motivare le persone.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.