conversazioni strategiche safety

Giucas Casella Safety Coach?

Ma cos’è un Safety Coach?

È una sorta di “Giucas Casella” che trasforma i lavoratori indisciplinati in perfetti scolaretti, utilizzando tecniche ipnotiche di dubbia efficacia?

Se anche tu hai questo dubbio o qualcosa del genere, la risposta è NO. Niente di tutto questo.

Purtroppo quando parlo dell’importanza di acquisire soft skill, spesso le persone non percepiscono il reale valore di tali competenze.

Tendono infatti ad etichettare tutto come un qualcosa di astratto o semplice fuffa.

I nostri eventi non sono show o spettacoli di magia, dove il GURU di turno salta, urla e parla di concetti astratti, ma vere e proprie giornate formative dove insegniamo ai professionisti come motivare davvero i lavoratori, per agire in sicurezza.

Mentre il classico professionista di turno si limita a dire ai lavoratori cosa fare per rispettare le norme di sicurezza, un Safety Coach va ben oltre a tutto questo…

È un esperto di conversazioni strategiche.

“Ok Matteo, ma nella pratica cosa significa?”

Ora te lo spiego…

Il pentagono della sicurezza

Conversare strategicamente significa che ogni nostra comunicazione, sia che si tratti di una riunione di coordinamento o un momento di formazione, dovrebbe portare a questi 5 obiettivi:

  1. Aumentare la relazione e la fiducia con l’interlocutore;
  2. Rinforzare i comportamenti sicuri;
  3. Invitare il lavoratore a riconoscere in autonomia i rischi e le soluzioni da adottare;
  4. Rendere consapevoli degli errori commessi, rispetto alle procedure di sicurezza;
  5. Modificare mappa mentale e comportamenti del proprio pubblico.

Relazione, Rinforzo, Autonomia, Consapevolezza e Comportamenti, sono i 5 elementi che costituiscono il nostro pentagono della sicurezza, una visione comunicativa che ti permetterà di rendere più efficaci le tue conversazioni in azienda.

Vediamoli nel dettaglio:

Relazione

Per relazione s’intende la capacità di essere identificati come un punto di riferimento all’interno dell’azienda, mantenendo quel giusto mix di disponibilità e comprensione.

Ti faccio un esempio:

Sicuramente sarà capitato anche a te durante il periodo scolastico di aver quel professore sempre a disposizione per dubbi, consigli e aperto al dialogo in caso di problemi.

Una persona con cui potevi confrontarti e avere tutto il supporto di cui avevi bisogno.

Quando si trattava di lavorare però non faceva sconti: pretendeva impegno, disciplina e risultati.

Ecco, questo è l’esatto tipo di relazione che devi avere con i lavoratori, comprensivo e disponibile, ma sempre orientato ai risultati.

Rinforzo

Ogni conversazione deve sempre sottolineare i progressi che sono stati fatti.

Perché?

Perché il rinforzo positivo è il più grande alleato nella costruzione dei comportamenti sicuri.

Riconoscere i piccoli passi e l’impegno dei lavoratori, anche con una semplice pacca sulla spalla, da sicurezza e motivazione nel continuare a seguire comportamenti più funzionali.

Autonomia

Nella precedente newsletter, abbiamo parlato di quanto dire agli altri cosa fare o impartire ordini, non sia mai la soluzione vincente.

La bellezza dell’apprendimento infatti, consiste nella capacità di fare esperienza in completa autonomia.

Che significa?

Vuol dire che per stimolare l’apprendimento e la motivazione nel fare sicurezza, ogni nostra conversazione deve far riflettere il lavoratore sui rischi e le possibili soluzioni, in autonomia.

Per aiutarti in questo, una delle colonne portanti del nostro metodo, sono le domande per creare consapevolezza.

Ad esempio:

“Quali comportamenti sono da adottare in questa situazione?”

“Quali sono i pericoli in questa particolare attività?”

“Quali DPI adotteresti in questa lavorazione?”

Domande di questo tipo, stimolano il lavoratore a trovare dentro di sé le risposte utili a sviluppare comportamenti sicuri.

Consapevolezza

Se l’autonomia è un punto fondamentale per responsabilizzare il lavoratore, può succedere però che ogni tanto, il lavoratore commetta qualche errore o dimenticanza.

Qui il compito del Safety Coach è quello di aiutare il lavoratore a comprendere lo sbaglio e fornire poi un’indicazione precisa su cosa fare per rimediare.

Convinzioni e Comportamenti

Ogni conversazione strategica ha sempre il compito di concludersi con 2 passaggi molto importanti:

  1. Creare convinzioni più funzionali, ad esempio il lavoratore riconosce l’importanza di lavorare in piena sicurezza.
  2. Stimolare il cambio di comportamenti poco virtuosi, il lavoratore agisce in base a ciò che ha compreso, ovvero lavorare rispettando le procedure di sicurezza.

Ecco come agisce un Safety Coach

Vediamo adesso un esempio di conversazione reale…

Supponiamo che il nostro lavoratore, Mario, abbia dimenticato di indossare il suo caschetto protettivo e Luca, il responsabile della sicurezza, se ne sia accorto.

Ora, Luca potrebbe fiondarsi come un falco in picchiata sul povero Mario e redarguirlo severamente sull’errore commesso, magari minacciando di inviare un richiamo scritto.

Così facendo però, non solo Mario non capirebbe la gravità dell’errore, magari uscendosene con la classica frase: “Ho sempre lavorato senza casco e non è mai successo nulla…”

Ma troverebbe anche la reazione alquanto esagerata.

L’alternativa è quella di sfruttare alcuni elementi delle conversazioni strategiche, più o meno in questo modo:

Luca: Ciao Mario, come procede qui?

Mario: Bene Luca grazie.

Luca: Ottimo, sei un gran lavoratore, e ho notato che sei sempre molto attento alla qualità.

Mario: Grazie Luca, faccio del mio meglio…

Luca: Bene! Prima mi è capitato di osservarti mentre lavoravi e mi sono accorto di una cosa..

Mario: Ho fatto qualcosa che non dovevo?

Luca (sorridendo): Tranquillo, so che è una dimenticanza… Ti ricordi quando abbiamo parlato dei rischi durante il corso?

Mario: Sì, dobbiamo rispettare le procedure e indossare sempre le protezioni.. Ah! Porc… ho dimenticato il casco!

Visto?

Utilizzando un approccio empatico, Luca ha prima riconosciuto l’impegno di Mario nel suo lavoro.

Allo stesso tempo l’ha fatto riflettere sull’errore commesso aiutandolo ad arrivare al punto che desiderava condividere…

È chiaro che è solo un esempio ed è difficile mostrare la potenza di una conversazione strategica via testo, ma è questo l’approccio da utilizzare.

Le 8 competenze definite nel metodo Safety Coaching (il nostro Framework) sono pratiche, hanno delle regole chiare e soprattutto possono essere acquisite e integrate nel lavoro quotidiano.

Che si tratti di coinvolgere il Datore di Lavoro, la Dirigenza, i Colleghi o i Reparti Operativi, la capacità di Comunicare efficacemente la Sicurezza è la più grande alleata per il successo.

Per avere successo e acquisire competenze fondamentali per fare la differenza, hai a disposizione un percorso completo di formazione: Master in Safety Coaching

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