Ti piacerebbe diventare un mentore della sicurezza sul lavoro?

Ti piacerebbe diventare un mentore della sicurezza sul lavoro?

Nell’Odissea, quando Ulisse partì per la guerra di Troia, decise di affidare le cure della sua famiglia, in particolare del piccolo Telemaco, all’amico fidato e saggio: Mentore.

Un uomo leale, che aveva già combattuto per il Re e su cui Ulisse faceva pieno affidamento. 

Col passare degli anni però la situazione a Itaca peggiorò, e il giovane Telemaco era sempre più indispettito e in difficoltà, dall’atteggiamento vile dei Proci che stavano usurpando il suo regno.

Ma proprio in questo momento così negativo, ecco che accadde qualcosa di straordinario…

Atena, la dea della saggezza e della guerra, che già aveva aiutato suo padre nel viaggio di ritorno verso Itaca, gli apparve, sotto le sembianze di Mentore. 

Lo scopo era quello di apparire a Telemaco come colui che era sempre stato la sua guida, per esortarlo ad assumersi le proprie responsabilità e ad agire da uomo.

Ecco che la figura del “mentore” diventa puramente mitologica, a metà tra il divino e l’umano, pronto a consigliare le persone a crescere e ad affrontare le difficoltà della vita.

Ed è proprio quello che questa figura così importante, al giorno d’oggi rappresenta.

Se ci fai caso, tutti i grandi personaggi della storia, avevano un punto di riferimento…

Mi ricordo che quando morì Steve Jobs, Mark Zuckerberg, dedicò un post dove lo ringraziava per essere stato una guida prima e un amico poi.

Per diventare grandi, sia professionalmente che umanamente, abbiamo bisogno nel nostro viaggio, di una persona che ci guidi e indichi la via da seguire.

Lo è sempre stato e lo è tutt’oggi anche nel lavoro quotidiano.

La necessità di un mentore nel mondo della sicurezza sul lavoro

In molte realtà aziendali, spesso il mentore è rappresentato dalla figura più anziana, quello con più “esperienza” di tutti.

Chi è agli inizi sia affida a lui, convinti che seguendo le sue indicazioni, diventeranno dei professionisti.

Purtroppo però quando si parla di sicurezza sul lavoro, questo non sempre succede…

Sia perché come ben sappiamo, la sicurezza viene percepita come un’attività noiosa e talvolta superflua, sia perché chi dovrebbe influenzare e ispirare i lavoratori verso comportamenti più sicuri non lo fa, anzi, spesso è colui che rema contro…

E i risultati sono sotto gli occhi di tutti

“Infortuni e decessi sul lavoro non accennano a diminuire.”

Si stima infatti che il 2019 si è concluso con 1437 morti sul lavoro.

Un dato a dir poco agghiacciante, non credi?

Per farti un esempio, proprio ieri leggevo che qualche giorno fa, c’è già stato un gravissimo infortunio sul lavoro, nel vercellese, e sono certo che non sia l’unico di questi primi giorni del 2020.

Ecco, quando leggo notizie del genere, credo ci sia sempre più il bisogno da parte di chi fa Sicurezza, di prendere coscienza ed evolvere, per diventare un vero leader.

Sei d’accordo?

Ma quali sono le caratteristiche fondamentali che un responsabile o consulente della sicurezza deve possedere, per essere considerato tale?

Vediamole insieme…

Le 4 caratteristiche del VERO mentore

Partiamo da un concetto base che dovrebbe essere sottinteso ma che nella realtà dei fatti, non lo è quasi mai, ovvero le conoscenze.

Il mentore della Sicurezza possiede tutte le competenze base necessarie per svolgere questa professione.

Sembra una cosa scontata, ma ti assicuro che in un mondo di cialtroni e fenomeni che si spacciano per professionisti, non lo è.

Fatta questa piccola premessa, vediamo i fattori principali.

  1. Riconoscere i veri talenti

Uno dei compiti di un vero leader, è quello di GUIDARE le persone per farle crescere professionalmente.

Un po’ come lavorare una pietra grezza per trasformarla in un prezioso diamante.

Per fare questo però, non puoi sederti e aspettare che i talenti piovano dal cielo e bussino alla tua porta.

È fondamentale saper riconoscere i lavoratori con più potenziale e affidabilità, e che abbiano a cuore gli interessi dell’azienda.

 

  1. Dare l’esempio

 

Essere una guida per qualcuno vuol dire accompagnare la persona a riscoprire le proprie risorse inconsce.

Questo significa che oltre a riconoscere i talenti, dovrai scendere in campo tu stesso a combattere le numerose sfide causate dalle convinzioni limitanti, interferenze e resistenze varie, offrendoti come modello da seguire.

 

  1. Ascoltare senza imporre o criticare

 

Costruire un percorso di coaching con la persona poi, è fondamentale. 

Ascoltarne le difficoltà senza criticare o imporre la tua visione a tutti i costi, lo aiuterà magari a sbagliare, ma a fare esperienza.

Ricordati che devi guidare con una mano invisibile, non imboccare col cucchiaino.

 

  1. Formazione continua

 

Che tu sia già un professionista o un giovane apprendista, poco conta. La formazione continua è fondamentale.

L’acquisizione continua di nuove skill, non solo tecniche, ma anche nel campo della comunicazione, motivazione e leadership, ti aiuterà a evolvere e a essere riconosciuto come un vero MENTORE.

Siamo spesso soliti pensare che, arrivati ad un certo livello di esperienza e conoscenza, non ci sia più nulla da imparare e non sia necessario continuare a crescere.

Questo perché nella nostra mente, siamo già proiettati a tagliare il traguardo.

La verità è che non è così…

Se nel tuo lavoro quotidiano di consulente della sicurezza, le cose non vanno come hai previsto e magari i risultati tardano ad arrivare, forse c’è qualche gap da colmare.

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