Formazione Sicurezza: la tecnica 4Mat

Se sei un consulente o responsabile della sicurezza, sai meglio di me quanto sia difficile coinvolgere i lavoratori durante i momenti di formazione interna.

Sia perché la sicurezza viene spesso percepita dai lavoratori come una serie di obblighi da rispettare sia perché, di per sé, è una materia fatta di norme e regolamenti complicati.

Per questo, oggi voglio condividere con te una tecnica di apprendimento chiamata 4Mat, per rendere la tua comunicazione più semplice ed efficace.

Prima di parlarti di questo però, facciamo un piccolo passo indietro…

Negli anni settanta, Bernice McCarthy, un’ex maestra elementare, condusse delle specifiche ricerche sui sistemi di apprendimento.

Dagli studi emerse che non tutte le persone apprendono i concetti allo stesso modo.

In particolare, la McCarthy notò che la formazione scolastica classica, orientata principalmente al “Cosa”, cioè alla descrizione di argomenti, fatti e dati oggettivi, non era sufficiente.

Tra i suoi studenti infatti, c’erano bambini che imparavano più facilmente attraverso esempi pratici.

Altri che volevano capire il perché delle cose: le ragioni e le motivazioni.

Altri ancora volevano conoscere le conseguenze future.

Se ci pensi bene, anche quando si tratta di fare formazione sulla sicurezza, accade la stessa cosa…

Infinite riunioni dove il responsabile o il formatore incaricato, illustra
concetti, regole e nozioni di base, limitandosi al “COSA” fare, senza
approfondire più di tanto le altre sfere della curiosità personale.

Ora secondo la McCarthy, serviva un metodo più flessibile che abbracciasse più modi di apprendere.

Così, rifacendosi agli studi sull’apprendimento di David Kolb, un educatore statunitense, delineò un sistema basato su 4 schemi mentali, chiamato appunto 4 Mat, e che rispondeva a 4 domande:

Perché?
Cosa?
Come?
E se?

“Ok Matteo ma come applico questo metodo nelle mie aule?”

Ora te lo spiego…

Nella prima categoria, quella del “Perché?”, le persone apprendono con più facilità quando si cerca di discutere sulle ragioni per compiere determinate azioni.

Ad esempio:
“Perché dovrei attuare comportamenti più virtuosi?”
“Perché dovrei prestare attenzione a questa riunione?”

Vogliono quindi andare a fondo sullo scopo ultimo di quell’incontro. Sono persone mosse dalla risposta alla domanda “perché dovrebbe interessarmi?”

Nella seconda categoria, quella del “Cosa?”, le persone apprendono più facilmente quando ricevono molte informazioni, verbali o scritte.

Questo perché il loro criterio di apprendimento si basa sulla mole di informazioni, dati, numeri e statistiche che metti a disposizione.

Ad esempio:
“Quali funzioni hanno queste normative di sicurezza?”
“Quante ce ne sono e come si chiamano?”

Insomma i classici discenti attenti ai dettagli e al contenuto delle informazioni che condividi. Di solito sono persone pignole e/o che amano prendere appunti e dire la loro.

Come trattarli? Dagli informazioni approfondite al giusto livello di dettaglio, evitando di essere troppo superficiale..

Nella terza categoria di apprendimento, quella del “Come?”, le persone apprendono più facilmente quando metti a disposizione esempi pratici di ciò che spieghi.

Le domande a cui devi rispondere, per questa categoria, sono tutte orientate al capire come funzionano le cose.

Ad esempio:

“Come posso attuare queste procedure nel lavoro quotidiano?”
“Ci sono esercizi pratici per capire meglio i concetti?”

Sono le classiche persone che invece di leggere il libretto delle istruzioni di un elettrodomestico nuovo, si tuffano a smanettare con impazienza.

Ricordati l’importanza delle simulazioni pratiche e delle attività, vedrai che con questo cluster farai bingo!

L’ultima categoria riguarda tutte quelle persone che tendono a comprendere le cose, attraverso l’esplorazione individuale, ovvero prendono in considerazione tutte le conseguenze e i rischi legati a una determinata azione.

Domande del tipo “E se non seguissi questa normativa, che cosa accadrebbe?”.
“Quale altro modo esiste per?” “Cos’altro va considerato?”

Sono le persone che in qualche modo vogliono riflettere le cose non indagate, guardando altro prospettive e comprendendo il quadro generale.

Ricordati di lasciare degli spazi di riflessione e di stretchare ogni possibilità e sarà soddisfatta anche questa tipologia di persone!

Ora, se ti stai chiedendo quali di queste categorie devi usare per coinvolgere il tuo pubblico, la risposta è tutte.

Quando comunichi con i tuoi lavoratori, devi sempre tenere in considerazione che davanti a te, ci sono gruppi eterogenei di persone con stili di apprendimento differenti.

Di conseguenza devi cercare di orientare sempre la tua comunicazione a tutte e 4 le categorie.

Per esperienza, il consiglio che ti do quando devi presenziare a una riunione, è quello di prepararti prima l’argomento che vuoi affrontare, tenendo ben presente queste 4 domande.

Bene, anche per oggi siamo giunti alla fine.

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