Il 5G causa anche incidenti sul lavoro?

C’è un nuovo nemico in città, responsabile della maggior parte delle sciagure capitate ultimamente, Coronavirus compreso.

Sto parlando del “famigerato” 5G, ultimamente sempre al centro dell’attenzione per via delle numerose bufale dei classici complottisti.

Nelle ultime settimane ne ho lette di tutti colori:

da chi distrugge qualsiasi antenna che vede in giro, a improbabili studi dove è “appurato” che causi il Coronavirus, a vari gruppi di denuncia sui social.

Insomma come sempre, la situazione è sfuggita leggermente di mano.

Manca solo che salti fuori che il 5G causi incidenti sul lavoro e poi siamo apposto… :).

Scherzi a parte, il problema grave è che, grazie a questo terrorismo mediatico, sempre più persone iniziano a crederci e a parlare di rischi per la salute, dimenticando un semplice dato di fatto…

L’esposizione elevata alle onde elettromagnetiche al centro della diatriba, NON è provocata dalle antenne, bensì dall’utilizzo eccessivo dello smartphone.

Significa che il pericolo effettivamente esiste ma non è dovuto alla tecnologia in sé, ma all’utilizzo sbagliato che se ne fa.

Pensa che secondo alcune ricerche è emerso che il 44% degli adolescenti, passa anche 6 ore al giorno con lo smartphone in mano.

E sugli adulti (alcuni almeno) probabilmente non cambia molto.

Sarebbe utile sensibilizzare la gente su questo aspetto ma verrebbe fuori un altro problema:

Per le persone cambiare abitudini è TREMENDAMENTE difficile. È molto più semplice trovare “capri espiatori”, anche se non hanno alcun senso logico.

La dinamica mentale è più o meno questa:

“che male potrebbe mai fare chattare o stare sui social? La colpa è sicuramente di quegli antennoni del 5G, ma io non posso farci nulla”.

Ed è qui che volevo arrivare.

Hai presente quando si verificano incidenti sul lavoro?

La dinamica è la stessa.

Solitamente la colpa viene sempre data a fattori come: la poca formazione, la burocrazia, la sfortuna… mai alle (cattive) abitudini dei lavoratori o dell’azienda stessa.

“non è mai successo nulla…” 
“Abbiamo sempre lavorato così…” 
“I caschetti sono troppo stretti…”.

Chiunque si occupi di Safety sa che deve scontrarsi con lavoratori a cui non importa nulla e che troveranno ogni scusa possibile, pur di NON cambiare le proprie credenze o abitudini.

Per questo TU in qualità di leader della Sicurezza, devi avere la capacità di guidare e influenzare positivamente l’ambiente, ispirando le persone al cambiamento di responsabilità.

Certo non è facile.

Per indicare una nuova via, un modo diverso di fare sicurezza, hai bisogno prima di mostrare quello che sai, facendo entrare le persone nel tuo “mondo”.

Devi creare una connessione con le persone, esplorando la loro mappa mentale.

Come fare?

USA IL POTERE DELLE DOMANDE

  • Fai Domande aperte per capire le loro convinzioni: “Perché ritieni uno spreco di tempo fare sicurezza?”
  • Fai Domande focalizzate sulle soluzioni “Come possiamo secondo te migliorare la Sicurezza in questo reparto?”
  • Fai Domande che invitano all’azioneCome vuoi procedere per questa attività?”

Solo così riuscirai ad abbattere abitudini e convinzioni malsane, e portare i lavoratori verso comportamenti più funzionali.

Altrimenti ti troverai a dover imporre le tue idee, affrontando classiche (e poco efficaci) discussioni, nella più totale indifferenza

Per avere successo e acquisire competenze fondamentali per fare la differenza, hai a disposizione un percorso completo di formazione: Master in Safety Coaching

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