Sei anche tu un Fantozzi della Sicurezza?

Qualche mese fa, moltissime sale cinematografiche italiane hanno aderito all’iniziativa “Maratona Fantozzi”.

Sì, proprio lui, il mitico ragioniere più sfortunato, umiliato e amato da tutta Italia.

L’evento è stato organizzato in occasione del quarto anniversario dalla scomparsa del grande Paolo Villaggio, scrittore, attore e ideatore del personaggio.

Io tra un impegno e l’altro, purtroppo non ho potuto partecipare.

Ma da appassionato quale sono, domenica mi son comunque sparato i primi due capitoli della saga, dal divano di casa, con birra fresca annessa.

D’altronde, oltre ad essere una delle mie saghe cinematografiche preferite, è quel genere di comicità che non passa mai di moda.

Come saprai i film raccontano le disavventure di un uomo vessato dalla società di quel tempo (i primi sono ambientati tra la fine degli anni ‘70 e gli anni ’80) alla continua ricerca del suo riscatto.

Riscatto che puntualmente resta un indefinito miraggio.

Fantozzi quindi rappresenta la mediocrità, un personaggio sopraffatto dagli eventi a cui non reagisce quasi mai, salvo qualche inutile scatto d’ira, che lo porta perfino a peggiorare le condizioni.

Nessuno lo ascolta subendo di continuo maltrattamenti e ingiustizie da parte di tutti. L’unica che lo supporta è la mitica moglie “Pina”, icona cinematografica resa celebre dal suo “Ugo io ti stimo molto”.

Tutta la vicenda fantozziana assume tratti tragicomici, simboli di una società incapace di premiare il merito e di azzerare le disuguaglianze.

Probabilmente hai già capito dove voglio andare a parare…

Eh sì!

Per certi versi, l’atteggiamento di Fantozzi, ricorda quello di tanti responsabili della sicurezza, vittime del loro stesso ruolo.

“Momento Matteo… Mi stai forse paragonando a Fantozzi?”

Non fare subito il permaloso, lasciami spiegare!

Analizzando a fondo la saga cinematografica, puoi riconoscere alcuni tratti tipici dell’atteggiamento fantozziano in ciascuno di noi.

A chi d’altronde non è capitato di soffrire di vittimismo o di tentare una personale rivoluzione contro il sistema senza avere però successo?

O chi non ha vissuto almeno un’esperienza frustrante con colleghi e superiori menefreghisti?

Oggi voglio raccontarti allora i 4 sintomi tipici dell’atteggiamento fantozziano.. Vediamoli insieme…

⭕ Sintomo #1 Scartoffie a non finire

Il primo sintomo è la passione per le scartoffie…

Proprio come Fantozzi lavorava in un sottoscala isolato da tutti con la scrivania piena di scartoffie, il professionista della Sicurezza “medio” passa le sue giornate chiuso in ufficio tra adempimenti e burocrazia.

Anziché occuparsi anche delle relazioni, delle visite sul campo, della creazione di attenzione, si limita a fare il suo compitino, riducendo la propria professione ad attività di segreteria.

Antidoto: bilancia sempre le attività di back-office con quelle sul campo e ricorda che la vera Sicurezza si fa parlando con le persone!

⭕ Sintomo #2 Nessuno ascolta

Nessuno dà retta o considera Fantozzi.. Finiscono addirittura per storpiare il nome di continuo tra Fantocci, Bambocci o Pupazzi.

E pur alzando la voce e manifestando il suo diritto, le cose non cambiano.

Questo capita anche, purtroppo, quando si parla di Sicurezza in azienda.

Le persone alzano gli occhi al cielo, si distraggono, si dedicano allo smartphone e hanno sempre altro di più importante da fare.

Antidoto: metti sempre in discussione il tuo modello comunicativo. Solo rendendo interessanti, semplici e coinvolgenti i tuoi speech avrai modo di colpire l’interesse degli interlocutori.

⭕ Sintomo #3 Scatti d’ira

Come dicevo prima a volte Fantozzi tentava di ribellarsi al sistema con azioni, per lo più governate dall’ira, che si chiudevano puntualmente in un nulla di fatto.

La corazzata Potemkin ti ricorda nulla? 🙂

Ecco, questo succede anche a quegli addetti alla Sicurezza che, pur di farsi ascoltare dai lavoratori, iniziano ad alzare i toni e a imporre obblighi e limitazioni nella speranza che minacciando le cose cambino.

Purtroppo tutto questo è inutile.

Per cambiare davvero le cose è fondamentale offrire stimoli continui ai lavoratori, incoraggiandoli a trovare in autonomia le migliori soluzioni per lavorare in sicurezza.

Antidoto: invece di cercare di controllare le persone, come fossero marionette, inizia a incoraggiarle, ad ascoltarle e a creare relazioni forti che ti aiutino a far nascere auto-motivazione.

⭕ Sintomo #4 La dirigenza non lo considera

Sire, Sua Maestà, Vostra Eccellenza…

Questi sono alcuni degli appellativi che Fantozzi usa per rivolgersi all’alta dirigenza.

Teme il potere e, reputandosi una nullità, finisce sempre per ossequiare con becero servilismo il mega-direttore-gran-lup-mannar di turno.

Questo succede spesso anche nel rapporto tra Responsabile della Sicurezza e Dirigenza/Datori di Lavoro.

Antidoto: ricorda che per parlare a un Leader devi porti da Leader. Finchè non inizierai a credere nel tuo valore e a riconoscerlo, gli altri ti tratteranno con superficialità e senza rispetto.

Ora, questi sono i 4 sintomi tipici del responsabile fantozziano della sicurezza.

Siamo proprio sicuri che chi fa Sicurezza meriti questo trattamento? Sono certo che io e te conosciamo la risposta.

Da anni, con la Safety Coach Federation, promuoviamo un cambiamento che parta soprattutto dal valore umano.

Non si può fare Sicurezza nelle aziende senza le persone. Noi crediamo proprio che, attraverso il valore umano, si possa cambiare davvero la Cultura della Prevenzione nel nostro paese.

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