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Gli Eroi hanno i lividi

Oggi voglio condividere con te una riflessione maturata con Luca qualche settimana fa.

Luca è un mio amico e mentore, con lui ho spesso grandi momenti di confronto e quel giorno mi ha detto una frase molto bella e significativa.

Proprio mentre gli raccontavo che spesso ho la sensazione di arrivare a fine giornata stanco e avvilito, con la sensazione di non essere riuscito ad ottenere il massimo dal mio lavoro…

Luca mi risponde secco con questa frase:

“Matteo, gli eroi sono pieni di lividi”.

Qualche secondo di silenzio.

Ho visualizzato subito il paragone con i Professionisti della Sicurezza con cui mi confronto ormai da parecchi anni.

Il senso di frustrazione, che ogni tanto mi capita di provare, è lo stesso di chi ogni giorno si impegna per parlare di Sicurezza ma non viene ascoltato.

Pensa alle volte in cui hai passato giornate intere a fare formazione a una platea completamente disinteressata, quando ti sei recato in cantiere e visto operai lavorare senza indossare DPI, quando hai avuto difficoltà nel convincere Dirigenti a investire in progetti sulla Sicurezza, nel condividere e comunicare un concetto anche piuttosto logico: 

Adottare comportamenti virtuosi e sicuri salverà la vita ai lavoratori.

Quanto è avvilente e faticoso tutto questo?

Tanto. Ed è qui che quella frase calza a pennello.

Anche se hai i superpoteri e ti chiami Batman o Superman, salvare il mondo richiede sacrifici.

Vivere da supereroi comporta inevitabilmente prendere colpi. La loro esistenza, in fondo, non è molto diversa da quella degli esseri umani che difendono. Sono complessi, oscuri, soffrono e hanno il corpo pieno di lividi e ferite. Segni visibili della loro lotta quotidiana contro il crimine. 

Iron Man, Spiderman, Capitan America. Nel cinema come nei fumetti, i supereroi non sono perfetti. A volte sbagliano, inciampano o falliscono. Ma non gettano mai la spugna. 

Ti sei mai chiesto altrimenti cosa accadrebbe se Batman si arrendesse a Joker? O se Superman rinunciasse a lasciare impunite le malefatte di Lex Luthor?

Il punto è che neppure la vita di un eroe è così semplice come credevi da bambino.

Lascia perdere quei finti guru motivazionali. Quelli che “Se vuoi, puoi” e che “Tutto può essere plasmato dalla mente!!1!11!”

Non basta uno schiocco di dita o la legge dell’attrazione per realizzare l’obiettivo che ti sei prefissato.

Se sei determinato lo farai, ma non senza incassare i colpi. 

Perché raggiungere un obiettivo richiede una certa dose di fatica, di rabbia, di frustrazione. Arrivare a fine giornata demotivati e stanchi, dopo una riunione difficile, e ricominciare lo stesso il giorno dopo pieno di entusiasmo.

È così che fanno gli eroi.

Quindi, cosa voglio trasmetterti?? 

Che la frustrazione che a volte senti di fronte a menefreghismo e comportamenti irresponsabili, non significa fallimento, ma anzi è la prova concreta che stai facendo bene il tuo lavoro di Supereroe della Sicurezza.

Se arrivi a fine giornata sempre sereno e rilassato, probabilmente c’è qualcosa che non va.  Forse, e dico forse, stai facendo quello che fanno tanti burocrati della sicurezza: limitarsi a compilare documenti e scartoffie che restano sulle scrivanie a prendere polvere, e che non bastano certo per rendere più sicuro il lavoro nelle aziende.

Ricorda: Ogni volta che ti sentirai stanco, sopraffatto dagli impegni, avvilito dalle difficoltà che provi nel trasmettere la Sicurezza a operai e dipendenti, voglio che tu ripeta questa frase: 

“Gli eroi sono pieni di lividi” e che ti convinca che sei sulla strada giusta.

“Matteo, ma deve essere sempre così? Devo sempre combattere e soffrire per cambiare la cultura della Sicurezza in azienda?”. 

No, non per forza.

Il giusto approccio, determinate competenze e adeguati strumenti comunicativi possono facilitare il coinvolgimento delle persone sul tema della Sicurezza e…limitare i lividi.

Per questo la nostra Federazione è focalizzata sull’apprendimento di Competenze Chiave che ogni Professionista della Sicurezza dovrebbe conoscere per potenziare i suoi risultati in azienda.

È esattamente quello che trovi nei nostri corsi.

In particolare, voglio ricordarti che è in partenza il Master in Safety Coaching, il nostro appuntamento annuale di Alta Formazione per tutti i professionisti della Sicurezza che vogliono ottenere risultati eccellenti. 

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MASTER IN SAFETY COACHING 2022

Rivoluzionare la Cultura della Sicurezza attraverso le persone

 

Ti auguro una splendida giornata!

Matteo Fiocco – Trainer Safety Coach Federation

 

P.S. Se vuoi acquisire le migliori strategie per comunicare e coinvolgere i lavoratori, allora inizia subito il percorso nella nostra Safety Coach Federation:

1- Video corso Motivare alla Sicurezza

Il nostro video corso introduttivo sui 3 pilastri della motivazione umana.

2- I nostri Ebook

3 libri introduttivi per: comunicare efficacemente la Sicurezza, coinvolgere la Dirigenza, formare efficacemente al Safety.

3- Libro Motivare alla Sicurezza

Il testo di base da cui partire per scoprire il metodo Safety Coaching

4- Safety Coaching Essential

Il nostro corso più venduto di sempre: tutto il meglio del Safety Coaching in un concentrato di strategie e applicazioni pratiche.

5- Costruire Comportamenti Sicuri

La Scienza del Comportamento applicata alla Sicurezza. Un corso BBS semplice, completo e costruito per guidarti alla scoperta di strategie fondamentali.

6- Formare per Coinvolgere alla Sicurezza

Stanco di vedere facce annoiate durante le ore di training? Scopri subito come coinvolgere le persone durante le tue docenze!

Autostima e Sicurezza sul Lavoro

Una delle difficoltà più grandi per chi fa sicurezza, è quella di riuscire a comunicare in modo efficace i rischi e i pericoli all’interno dell’azienda.

Spesso, lo scenario tipico che la maggior parte dei consulenti o responsabili del Safety si ritrovano davanti è rappresentato da:

  • lavoratori annoiati e disinteressati a cui non interessa minimamente ciò che hai da dire (anche se potrebbe salvargli la vita);
  • dirigenza che non ti ascolta e spesso è poco coinvolta nel creare cultura della sicurezza in azienda.

In situazioni del genere, è facile perdere la fiducia in sé stessi e provare quel fastidioso senso di insoddisfazione che ti porta nel tempo a sentirti inadeguato e non all’altezza del tuo ruolo.

Il guaio però è che non puoi convincere gli altri del tuo valore se prima non dai valore a te stesso.

Quando si parla di comunicazione efficace infatti si deve sempre far riferimento a ciò che tu pensi di te.

Ecco perché oggi voglio ricordarti 5 buone regole che ti aiuteranno a mantenere alta la fiducia in te stesso e a costruire un’autostima di ferro!

1-Cura il tuo aspetto fisico

Hai presente quella sensazione di energia e forza che proviamo appena usciti dal parrucchiere? 

O quel bellissimo senso di sicurezza quando indossiamo un vestito che ci sta bene indosso?

Eppure com’è che continua a ripetere qualcuno? L’abito non fa il monaco.. Niente di più falso!

L’apparenza conta eccome… Anche e soprattutto quando si parla di autostima.

Curare il proprio aspetto fisico a 360 gradi, non solo ti aiuta a sentirti meglio e ad avere più fiducia in te stesso, ma migliora la tua immagine anche agli occhi degli altri.

A costo di sembrare l’Enzo Miccio de noantri voglio invitarti a preoccuparti sempre di questo aspetto estetico.

Ricorda: Vestirsi bene, Curare la propria estetica e sentirsi in ordine, ci fa provare un appagante senso di sicurezza e di self-confidence.

2-Cambia il tuo dialogo interiore

“Matteo io ci provo in tutti i modi, ma continuo a sentirmi insicuro e ho scarsa autostima..”

Ferma ferma.. Mettiamo un altro paletto molto importante: ciò che ti dici influenza enormemente come ti senti.

Il tuo dialogo interiore è un alleato potente per costruire un’autostima da supereroi. 

Prenditi del tempo, giorno dopo giorno, per ascoltare la tua voce mentale.

  • Che tono di voce utilizzi quando parli con te stesso?
  • Usi spesso frasi interne demotivanti?
  • Ti critichi spesso sulle scelte che stai prendendo?
  • Quale vocina commenta il tuo modo di comportarti?

Cerca di prendere consapevolezza del tuo dialogo interiore, scoprendone tono di voce, volume, identità (magari è la voce di qualcun altro?).

Non sto dicendo che “siamo matti e sentiamo le voci”.. Ma saprai benissimo che PENSARE = DIRSI DELLE COSE.

Beh allora se è vero che i nostri pensieri influenzano la nostra sicurezza, cominciamo a capire che connotati ha la nostra voce interiore!

Ricorda: non è importante solo ciò che ti dici, ma anche il COME te lo dici!

3-Mangia in modo sano ed equilibrato

Da buon amante della Carbonara questo consiglio mi richiede un grande sforzo!

Eppure non c’è cosa migliore, per assicurarsi un’autostima di ferro, che mangiare sano ed equilibrato.

Ma Attenzione: non è questione di mettersi a dieta! 

Non ci importa qualche chiletto di troppo, qui stiamo parlando di rapporto con l’alimentazione al fine di avere risposte ormonali efficienti e un corretto apporto energetico.

Se pensi che la tua alimentazione sia già sufficientemente corretta bene, continua così, altrimenti ti prego: prendi subito una strada migliore, cercando di limitare cibi spazzatura e preferire scelte leggere ed equilibrate.

Ti assicuro che mangiare alimenti sani e genuini aiuta il tuo corpo a mantenere un buon livello di energia, estrema lucidità mentale e, cosa altrettanto importante, reagire meglio allo stress quotidiano.

4-Riconosci e celebra i tuoi successi

Anche se si tratta di un mestiere nobile, fare sicurezza è maledettamente difficile.

Spesso, quando le cose non girano a tuo favore, è facile iniziare ad autolimitarsi e a non sentirti all’altezza delle situazioni.

Un buon rimedio per non cadere vittima di questi pensieri negativi e autosabotarti, è quello di ricordare frequentemente tutto ciò che di buono hai fatto finora, prendendoti del tempo per celebrare ogni traguardo.

Ricorda: Non dare per scontate le tue piccole vittorie quotidiane, e nemmeno quelle del tuo team. Prenditi sempre un momento per fissarle nella memoria e, magari, celebrare con qualcosa di simbolico.

5- Smettila di cercare la perfezione

Ultimo ma non meno importante: l’Autostima e la Perfezione cozzano tra di loro.

Un conto è impegnarsi con tutte le energie per fare le cose fatte bene, un altro è “punirsi” perché non siamo perfetti.

Ma santo cielo chi può dire di essere perfetto!

La perfezione puzza. 

Impara a far tesoro dei tuoi errori e ad usarli a tuo vantaggio nel percorso della vita, ricordandoti che l’imperfezione è quello che ci rende unici, vivi, appassionati.

I piccoli difetti di oggi rappresentano la benzina motivazionale per fare sempre meglio e puntare all’eccellenza.

Ricorda: l’autostima nasce dalla consapevolezza di sé, del proprio valore e della propria unicità. 

Bene, anche per oggi siamo arrivati alla fine della nostra Newsletter!

Fai mente locale su questi 5 punti essenziali e vedrai che troverai alcuni aspetti per ripartire ogni giorno con nuova fiducia e forza.

“Impara a piacere a te stesso. Quello che pensi tu di te stesso è molto più importante di quello che gli altri pensano di te. ”

SENECA

 

Ti auguro una splendida giornata.

Matteo Fiocco – Trainer Safety Coach Federation

 

P.S. Come già annunciato nelle scorse settimane sono aperte le iscrizioni alla nuova edizione 2022 del Master in Safety Coaching, il nostro percorso di alta formazione per i professionisti della Sicurezza.

Saranno quattro giornate vive, intense, piene di idee e strategie concrete per fare la differenza e rivoluzionare la Cultura della Sicurezza attraverso le persone.

MASTER IN SAFETY COACHING 2022

 

Ti aspetto in aula!

Sicurezza Lavoro: il Cambiamento non serve a niente

L’altro giorno mi è venuta in mente una frase molto importante che voglio condividere con te:

“Il cambiamento è certo, il Progresso no!” 

Da appassionato di Crescita personale, questa è una di quelle frasi che mi pone sempre tante domande e spunti di riflessione. 

“Ok, Matteo, ma cosa c’entra tutto questo con la Sicurezza sul Lavoro?”. C’entra eccome!

Quante volte ti sei trovato a desiderare il cambiamento culturale rispetto alla Sicurezza nelle aziende?

Quante volte si parla dell’importanza di cambiare?

Io stesso molto spesso parlo dell’importanza di cambiare approccio per fare la differenza…

Eppure la domanda che devi porti è un’altra:

C’è una differenza tra cambiare e progredire?  

Prima di rispondere voglio che ti fermi un attimo a riflettere su una cosa. 

Nel mondo complesso di un’azienda, il lavoro di chi fa Sicurezza richiede una fatica immane per realizzare un radicale e duraturo cambio di Cultura

So benissimo che spesso tutti i tuoi sforzi per farlo, si scontrano con la resistenza di imprenditori poco attenti o operai capoccioni e menefreghisti.

Ti impegni a parlare di sicurezza, ma loro non ti ascoltano. Tu cerchi di cambiare e migliorare le cose in azienda, ma loro non ti danno retta.

Da un lato ti confronti con la necessità di un cambio di rotta, dall’altro invece sbatti ogni giorno la testa contro la scarsa attenzione al tema della prevenzione. Quanto può essere frustrante tutto questo? Tanto, lo capisco.

Superare la resistenza al cambiamento è faticoso, ma possibile.

Ma cambiare e progredire non sono la stessa cosa. C’è una differenza enorme, quasi abissale.

Il cambiamento è certo e inevitabile, anche la scienza lo dimostra. Nella vita nulla resta immutato o si distrugge, ma tutto si trasforma. Cambiare è una costante. Domani non sarai certo la stessa persona di oggi.

Ma non è sicuro che domani sarai anche migliore.

Quindi, cosa voglio dirti con questo? 

Il cambiamento senza un reale progresso non serve a niente. 

E il progresso non è un semplice cambiamento, bensì un’evoluzione verso il meglio

Progredire è anche una questione di mentalità personale. È una scelta consapevole guidata da azioni concrete ed efficaci.

Che si tratti di costruire comportamenti sicuri nei lavoratori, che si tratti di convincere un Datore di lavoro o la Dirigenza a sposare il tema della prevenzione oppure che si lavori semplicemente per migliorare l’attenzione sul Safety, devi sapere come orientare, guidare e mantenere il progresso culturale.

Dunque, proprio perchè il progresso è ciò che veramente ci interessa, oggi voglio chiederti di riflettere su alcune domande chiave:

  1. Le azioni che intraprendi sono effettivamente orientate al progresso?
  2. I cambiamenti che stai cercando di introdurre sono effettivamente dei miglioramenti positivi dell’azienda di cui fai parte?
  3. Le persone con cui interagisci stanno realmente progredendo, o si stanno limitando a cambiare per farti contento?
  4. Stai cercando davvero il progresso o persegui solo un cieco cambiamento?
  5. Se il progresso fosse già raggiunto, cosa ci sarebbe di diverso?

Ricorda: Un Leader vincente non si concentra solo sul cambiamento, ma è sempre guidato dal Progresso!

Se vuoi imparare a guidare il progresso nella tua organizzazione ti invito a scoprire il nostro master in Safety Coaching.

Quattro giorni di alta formazione per cambiare la Cultura della Sicurezza nelle Aziende.

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Ti auguro una splendida giornata!

 

Matteo Fiocco – Trainer Safety Coach Federation

4 pilastri del Kaizen da applicare alla Sicurezza

Una delle difficoltà più grandi per ogni professionista del Safety, è quella di riuscire a coinvolgere i lavoratori.

Ogni giorno infatti devi scontrarti con la dura realtà di chi fa questo mestiere: lavoratori disinteressati che non hanno la minima voglia di ascoltarti e dirigenza che cerca di evitarti come la “peste”.

In un contesto così complicato, è davvero difficile creare un cambiamento all’interno dell’azienda.

Ecco perché oggi ti voglio condividere 4 spunti di miglioramento, presi dal Metodo Kaizen e riadattati al Safety.

Se non sai cos’è il Kaizen, sappi che si tratta di una filosofia di organizzazione aziendale, volta al miglioramento continuo.

Ha origine in Giappone nel secondo dopoguerra, quando le forze militari statunitensi che occupavano il territorio inviarono alcuni esperti di business management, per aiutare a ricostruire l’industria nipponica.

All’epoca infatti i prodotti giapponesi erano considerati di scarsa qualità e percepiti dal mercato come imitazioni “mal riuscite” di quelli americani. 

Fu proprio in quegli anni che nacquero i fondamenti del Kaizen nelle aziende giapponesi, volti a migliorare la qualità di produzione e all’ottimizzazione dei processi.

E non potevo certo perdere l’occasione di prenderne spunto per il nostro amato mondo della Sicurezza sul Lavoro.

Ecco quindi 4 elementi di questa filosofia da applicare nel tuo lavoro quotidiano!

1 Fai autocritica

Uno degli elementi fondamentali del Kaizen, è fare quello che in Giappone definiscono “Hansei”, autocritica appunto.

In qualità di leader della sicurezza devi sempre essere un passo avanti a tutti e saper individuare le criticità, prima che si verifichino.

Un buon modo è quello di revisionare periodicamente il proprio operato al fine di trovare nuovi spunti di miglioramento.

Puoi iniziare ad esempio a chiederti:

“Cosa posso fare per migliorare il mio approccio in azienda?”

“Quali attività devo perfezionare per essere più incisivo?”

“Quali criteri voglio misurare per la mia soddisfazione?”

“Chi potrebbe darmi un feedback migliorativo?”

2 Aiuta gli altri a superare i propri limiti

Il secondo elemento di miglioramento è quello di aiutare le risorse umane ad ogni livello, dai lavoratori ai dirigenti, a spingersi oltre i propri limiti. 

Grazie al “Kaizen” Matteo, nella pratica come lo faccio?

Utilizzando quella competenza di cui ti parlo spesso, che guida il nostro lavoro anche nel Metodo Safety Coaching: l’Ascolto Attivo. 

Sì lo so che senti sempre parlare di questo Ascolto ma credimi, è una delle mancanze più evidenti nel moderno mondo del lavoro.

Se riesci a dedicarti con attenzione a questa importante competenza, alzerai notevolmente l’asticella del tuo operato perchè potrai comprendere fino in fondo le persone.

Eccoti qualche spunto per migliorare la tua capacità di ascolto quando interagisci col personale in azienda e andare più in profondità. Chiediti sempre:

  • Cosa sta cercando di comunicare?
  • Cosa pensa di sé?
  • Cosa sta cercando di dimostrare?
  • Cosa lo spaventa?
  • Cosa vuole che io pensi di lui?
  • Chi sta influenzando questa comunicazione?

3 Applica la Logica Maieutica

Una delle chiavi per portare a termine gli obiettivi di sicurezza prefissati, è quella di allenare la mente dei lavoratori alla riflessione.

Significa che tutto il tuo team deve essere in grado di riconoscere i rischi e i comportamenti sbagliati, in totale autonomia.

Per fare questo però, non puoi limitarti solo a dire agli altri cosa fare, ma devi lasciare spazio di apprendimento e invitarli a riflettere di continuo per trovare le migliori soluzioni di sicurezza.

Quindi anziché dare indicazioni, prova ad utilizzare delle domande mirate del tipo:

“C’è qualcosa che possiamo fare per migliorare la sicurezza in questo reparto?” 

“Cosa osservi nell’ambiente intorno a te?”

“Quali possono essere i rischi di questa lavorazione?“

“Quali sono le attività su cui prestare davvero attenzione?”

Un altro modo per stimolare i lavoratori a ricercare soluzioni di sicurezza efficaci, è quello di organizzare dei gameplay e delle sfide di gruppo.

4 Sostieni il cambiamento

Il miglioramento deve basarsi sempre sulla valutazione delle performance attraverso dei feedback.

Tuttavia, spesso accade che i lavoratori ricadano nelle vecchie abitudini adottando i soliti comportamenti poco funzionali.

A tal proposito, il Kaizen ci viene in aiuto con lo Shitsuke, ovvero “sostenere”, “disciplinare”.

Un concetto semplice e potente: oltre a valutare le performance dei lavoratori, una volta stabilita la linea di azione, questa deve essere mantenuta nel tempo e migliorata costantemente con disciplina.

Ecco perché un responsabile del Safety deve sempre rimanere in allerta e lavorare affinché ciò che si è stabilito diventi un’abitudine consolidata.

Per fare questo, è necessario continuare ad aumentare il livello di percezione sui rischi, ad esempio impostando dei cicli di formazione mensili e mantenendo costante il livello di pressione dell’attenzione di tutti.

Ricorda: Il Kaizen è anzitutto una filosofia che si può riassumere in pochi pilastri ben saldi.

  1. Mettersi sempre in discussione
  2. Puntare all’eccellenza con tutte le proprie energie
  3. Focalizzarsi sulla disciplina piuttosto che sui risultati raggiunti
  4. Collaborare con le persone e coinvolgere tutti nella visione di Sicurezza

Bene, anche per oggi siamo giunti alla fine.

Prova a partire da questi 4 elementi nel tuo operato; sono certo che i tuoi risultati miglioreranno sensibilmente 😉

Parlare alla Dirigenza

“Matteo come convinco il mio D.L. a dare l’esempio?”

“Eh ma all’alta Dirigenza questi discorsi non interessano…”

“Nessuno ai piani alti mi aiuta a fare Sicurezza..”


Queste sono alcune delle osservazioni e delle lamentale che mi vengono sottoposte durante il Master in Safety Coaching, che hanno tutte un tema centrale:
La difficoltà a parlare di sicurezza con la Dirigenza Aziendale.

Effettivamente coinvolgere i “capi” e renderli pro-attivi nel diffondere la cultura della sicurezza in azienda non è assolutamente facile.

È un dato di fatto che in alcune aziende i dirigenti tendono a snobbare la sicurezza, relegando questo nobile compito al primo malcapitato di turno..

È proprio a causa di questo atteggiamento che spesso il tuo nobile ruolo non viene investito della giusta autorevolezza all’interno dell’azienda.

Anziché essere visto come punto di riferimento per le scelte operative infatti, diventi semplicemente quello che si occupa delle “scartoffie” e che sbriga le pratiche”.

Ma se il primo a non riconoscere la tua autorità è il “capo”, come possono farlo i lavoratori?
Come puoi coinvolgerli e influenzare i loro comportamenti se non vieni minimamente considerato all’interno dell’azienda a partire dall’alto?

È sicuramente una strada in salita… ma come sempre cercherò di fornirti gli strumenti più adatti per affrontarla.

Anzitutto ti do un primo rapido consiglio: Focalizzati sugli interessi anziché sulle posizioni.

Cosa significa?

Mi spiego meglio con un banale esempio.

Ci sono 2 lavoratori che litigano perché uno vorrebbe tenere la finestra aperta e l’altro chiusa. Non si arriva a una soluzione..

Ad un certo punto entra un inserviente e chiede al primo perché vuole la finestra aperta. Per avere un po’ d’aria fresca.

Dopodiché si rivolge all’altro e gli chiede perché la vuole chiusa.

L’altro risponde: Non voglio corrente d’aria”.

L’inserviente allora va nella stanza accanto e apre la finestra, immettendo aria fresca senza fare corrente d’aria.

Che cosa ha fatto l’inserviente?

Ha ascoltato entrambi i lavoratori, ma anziché focalizzarsi sulle loro posizioni in conflitto, si è concentrato nel soddisfare gli interessi comuni.

Uno degli errori tipici che si commettono è proprio questo: focalizzarsi sulle proprie posizioni per farle valere a tutti i costi.


Orientandosi invece sull’interesse comune, come visto nell’esempio, è sempre più profittevole.

“Ok Matteo ma nella pratica come traduco tutto ciò?”


Il punto è che, se vuoi ottenere qualsiasi cosa da qualcuno, devi negoziare.

Ora, da una parte ci sei tu che vorresti maggior coinvolgimento da parte della Dirigenza nella sfida della sicurezza.

Dall’altra invece abbiamo una persona che non ha tempo, voglia, e tante altre scuse..

Il trucco sta nel fermarsi un attimo e chiedersi: Qual è l’interesse comune su cui devo porre l’attenzione?

Questo è il primo punto da cui dovresti partire.

E poi? Tranquillo, non ti lascio in sospeso…

Essendo un argomento così importante e che merita più spazio di una semplice mail, ho scritto in proposito un piccolo report, con le 5 regole d’oro per ingaggiare e coinvolgere tutta la dirigenza.

>>> EBOOK COMUNICARE EFFICACEMENTE CON L’ALTA DIRIGENZA
Ti auguro una splendida giornata!
Matteo Fiocco – Trainer Safety Coach Federation

Safety, Leadership e… Hamburger!

Oggi voglio parlarti della legge del coperchio, una delle 21 leggi sulla leadership condivise da Maxwell.

Questa legge afferma che il livello di un’organizzazione non eccederà mai oltre il livello del suo leader principale.

Significa che la tua capacità di guidare gli altri, è il coperchio che determina il livello di efficacia di una persona, più grande è la tua capacità di guidare, maggiore sarà il suo potenziale.

Hai mai visto il film The Founder?

Il film racconta di come, una piccola hamburgeria inizialmente di proprietà di due fratelli, divenne la più grossa e famosa catena di Fast Food del mondo: McDonald’s.

Nel 1940 Dick e Mac (i fratelli) trasferirono il loro piccolo ristorante a San Bernardino vicino a Los Angeles.

Qualche anno più tardi iniziarono ad apportare delle modifiche di gestione. Semplificarono i processi e crearono il sistema espresso.

Questo nuovo sistema, permetteva di ordinare un hamburger in 30 secondi e di consumarlo in tempi rapidi in modo da eliminare la classica attesa tipica dei drive-in dell’epoca.

Un concetto rivoluzionario frutto dell’ingegno dei 2 fratelli.

 

mc donald leadership

 

Un giorno, un certo Ray Kroc, si fermò per vendere ai fratelli dei frullatori, che loro stessi avevano ordinato, e restò affascinato da questa perfezione organizzativa.

Tutto nel ristorante era armonico ed efficiente, come un orologio svizzero.

Gli piacque talmente tanto ciò che vide, che volle sapere come ci erano riusciti.

Effettivamente Dick e Mac erano esperti nell’ambito ristorativo e sapevano gestire il locale alla perfezione, ma sebbene fossero dei manager eccezionali, avevano un punto debole…

Non erano dei veri leader: non avevano la visione necessaria per poter espandere il loro giro di affari.

Ci avevano provato, ma avevano fallito e di conseguenza rinunciato.

Al contrario, Ray Kroc aveva compreso sin da subito che c’era il potenziale per creare qualcosa di grande.

Ora, non starò qui a raccontarti (o peggio spoilerare) tutto il film.

Ciò che mi interessa è passarti il messaggio legato all’importanza della Leadership che esso trasmette, evidenziando le caratteristiche chiave per raggiungere i propri obiettivi.

Vediamole:

Cambiamento

  • Ray Kroc sapeva ispirare le persone. Credeva talmente tanto nel progetto, che riusciva a convincere chiunque a seguirlo nei suoi sogni.
  • La capacità di guidare le persone al cambiamento è fondamentale per un leader.
  • E tu come consulente o responsabile della sicurezza devi saper guidare le persone verso comportamenti più funzionali al fine di evitare incidenti o infortuni.

Autonomia

  • Ray Kroc, inoltre, era in grado di ispirare le persone a prendere decisioni funzionali in totale autonomia.
  • Nel film ci sono molti momenti in cui viene evidenziato il suo desiderio di far crescere i giovani e fargli assumere il comando dei nuovi punti vendita.
  • Un leader responsabile della sicurezza, dovrebbe fare lo stesso coi lavoratori, aiutandoli a sviluppare una forte autonomia e la capacità critica di riconoscere i Rischi negli ambienti di lavoro, trovando la risposta comportamentale più adeguata.

 

Azione

  • Ray Kroc affrontò moltissime difficoltà prima che il business decollasse.
    Ma non si è mai fermato e, per ogni ostacolo, ha sempre trovato il modo di aggirarlo e andare avanti.
  • Un vero leader della sicurezza, dovrebbe fare lo stesso. Analizzare e individuare le criticità, per poi attuare tempestivamente le azioni mirate a risolverle.

 

Bene, a parlare di hamburger mi è anche venuta fame 🙂

Prima di salutarti voglio lasciarti però con qualche compito per casa. Nei prossimi 7 giorni dedicati alla tua Leaderhsip in azienda, focalizzandoti su alcuni piccoli aspetti:

– Dedica tempo ad ascoltar gli altri, a capire i loro bisogni e a motivarli
– Allenati a incoraggiare le persone con cui lavori e ad assegnargli compiti sfidanti
– A inizio giornata dedicati un momento per rispondere alla domanda “Su cosa voglio focalizzarmi oggi di davvero importante?”

Bene, per oggi è tutto!

Buon lavoro e come sempre ti auguro una splendida giornata!

Matteo Fiocco – Trainer Safety Coach Federation

5 leggi per aumentare la propria leadership

Public speaking e leadership sono da sempre tra i temi più quotati, quando ricevo domande in privato o durante i corsi che tengo.

Per questo oggi voglio condividere con te qualche spunto preso da uno dei miei libri preferiti sulla leadership: “Le 21 leggi fondamentali del Leader” di John Maxwell.

Se non lo conosci, Maxwell è uno dei maggiori esponenti in questo campo, con svariate pubblicazioni alle spalle. 

In questo libro parla di specifici comportamenti da adottare per essere riconosciuto come un vero leader.

Vediamone alcuni e come puoi applicarli a tua volta in azienda, per iniziare a essere preso più in considerazione quando parli.

1 La legge dell’Influenza

“La vera misura della leadership è l’influenza: niente di più, niente di meno”

Essere un leader significa saper influenzare le persone.

È un’abilità che non può essere conquistata da un giorno all’altro, ma va guadagnata col tempo.

Molte persone hanno una concezione sbagliata sull’idea di leadership pensando sia legata alle proprie abilità lavorative o al semplice fatto di essere un responsabile dell’azienda.

“Le persone mi devono seguire perché il mio ruolo è importante: sono un responsabile della sicurezza”

Oppure

“Le persone mi devono seguire perché ho 2 lauree e 1 master”

Niente di tutto questo.

La leadership non riguarda né il talento, né gli anni di studio, né la posizione lavorativa all’interno dell’azienda.

Influire sulla vita delle persone significa in primis capirle, assisterle nel momento del bisogno cercando di tirare fuori il meglio ed essere un punto di riferimento per tutti.

2 La legge della Navigazione

“Chiunque può governare la nave, ma ci vuole un leader per tracciare la rotta”

Un vero leader è un po’ come un navigatore, conosce la rotta tracciata, vede le cose prima degli altri e sa riconoscere gli ostacoli da affrontare.

In qualità di consulente o responsabile della sicurezza, devi riconoscere in tempo quei piccoli segnali che possono creare delle emergenze.

Ad esempio la mancata osservanza di alcune norme da parte dei lavoratori oppure tutti quegli atteggiamenti negativi che possono causare infortuni.

Un leader sa riconoscerli e trovare dei sistemi di prevenzione adatti.

3 La legge dell’Addizione

“I leader aggiungono valore servendo gli altri”

La legge dell’addizione è semplice: un leader lavora ogni giorno per far avanzare gli altri.

Che significa?

Uno degli errori che vedo in alcuni miei corsisti, è quello di sentirsi degli  “one man show”.

Loro sono i più bravi, i più preparati e al centro dell’attenzione.

Lavorano esclusivamente per se stessi riempiendo scartoffie dalla mattina alla sera, senza badare all’aspetto più importante di un vero professionista della sicurezza: le relazioni.

Un vero leader si preoccupa in primis di instaurare una relazione di fiducia con gli altri lavoratori sprondadoli a diventare autonomi e lavorando sul loro potenziale.

Una leadership efficace si ha quando le persone attorno al leader crescono professionalmente diventando a loro volta dei veri leader.

4 La legge della Base solida

“La fiducia è il fondamento della leadership”

Ogni buona relazione si basa in primis sulla fiducia, e la fiducia è la risorsa più preziosa per un leader.

Se le persone non credono in te, non riuscirai mai a influenzare i loro comportamenti.

Ma come creare una relazione di fiducia con lavoratori che “etichettano” la sicurezza sul lavoro come un’attività inutile?

Quello che non devi assolutamente fare è imporre norme ed obblighi a persone che non ne capiscono il motivo.

Se i lavoratori non comprendono il pericolo di determinati comportamenti poco sicuri, verrai visto solamente come il classico rompiscatole della sicurezza.

Quello che invece devi fare è fermarti un attimo ed entrare nella mente delle persone cercando di capire il perché delle loro convinzioni.

Puoi aiutarti con domande mirate atte ad esplorare la loro mappa mentale:

Ad esempio:

“Perché ritieni inutile la sicurezza sul lavoro?”

“Perché dal tuo punto di vista non ha senso proteggersi?”

“Quale pensi che sia il modo migliore per lavorare in sicurezza?”

Domande di questo tipo sono utili per:

  • far sì che il lavoratore si senta ascoltato;
  • capire idee e convinzioni dei lavoratori;
  • coinvolgerli attivamente stimolando la necessità di modificare i loro comportamenti;
  • fare il primo passo per instaurare una relazione di fiducia.

5 La legge della Priorità

“I leader capiscono che l’attività non è necessariamente un compimento”

Come ti dicevo poco fa, un leader deve saper riconoscere in anticipo le possibili emergenze, trovando in tempo una soluzione adatta. E qui casca l’asino…

Molti consulenti o responsabili della sicurezza, perdono troppo tempo in:

  • mancanza di focus compiendo azioni inutili;
  • pianificare, pianificare, pianificare, senza agire. 

Una qualità del leader dev’essere riconoscere e concentrarsi al massimo sulle priorità, eseguendo azioni veloci.

Esempio:

In una qualsiasi realtà lavorativa c’è sempre qualcosa da fare, ad esempio meeting e riunioni importanti oppure scartoffie e documenti da compilare…

tuttavia noti che in un reparto dell’azienda, nessuno utilizza le protezioni di sicurezza. 

Perché?

Gli operai addetti a quella lavorazione ritengono inutile utilizzare i DPI?

O forse i DPI sono mal posizionati e i lavoratori non li vedono?

Cosa potrebbe succedere continuando così?

Un professionista della sicurezza, agisce immediatamente scongiurando un possibile infortunio.

Come vedi, la leadership non è un gioco o una regoletta che impari leggendo il manuale dell’ultimo guru di turno, è un’abilità che si guadagna con il tempo, con sudore e fatica.

Ma ti assicuro che se seguirai queste 5 leggi, riuscirai un po’ alla volta a influenzare la vita e i comportamenti delle persone attorno a te.

Sicurezza Lavoro e Leadership: l’esperimento Milgram

Ti sei mai chiesto, fino a che punto possa influire l’autorità di un leader sul comportamento delle persone?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un salto nel passato, più precisamente nel 1961.

In quel periodo ci fu uno dei processi più importanti della storia, nei confronti del criminale di guerra, nazista: Adolf Eichmann.

Questo evento attirò l’attenzione di uno psicologo dell’Università di Yale, Stanley Milgram, il quale si pose un quesito:

È possibile che Eichmann e i suoi complici stessero solamente eseguendo degli ordini e di conseguenza le loro responsabilità erano minori rispetto ai veri mandanti?

Per approfondire questa riflessione, decise di avviare un esperimento per capire quanto l’obbedienza all’autorità di un leader potesse influire sulle persone, scavalcando addirittura valori etici e morali.

Iniziò quindi a selezionare in un giornale locale, persone tra i 20 e i 50 anni, di varia estrazione sociale, con il pretesto di lavorare a un esperimento sulla memoria.

L’esperimento prevedeva che il volontario svolgesse – ignaro –  il ruolo di insegnante, mentre un complice interpretasse la parte dell’allievo.

L’insegnante doveva leggere coppie di parole, e l’allievo doveva impararle a memoria. In caso di errore, sarebbe stato punito con delle scosse elettriche, che oscillavano dai 15 V ai 450 V.

L’allievo ovviamente non subiva alcuna scossa, era una farsa.

In pratica doveva fingere una reazione esagerata (condita da grida e implorazioni) e, al raggiungimento dei 330 V, fingere uno svenimento.

Il vero scopo dell’esperimento era quello di valutare fino a che punto le persone fossero succubi dell’autorità (rappresentata dai ricercatori in camice bianco) ed eseguono ordini, anche contro la propria volontà.

Per rendere il tutto più veritiero agli occhi dell’insegnante – vittima dell’esperimento – quest’ultimo inizialmente subiva una scossa da 45 V.

Il risultato finale fu che il 65% dei partecipanti eseguì gli ordini impartiti dagli scienziati, assestando la scossa finale di 450 volt.

Questo confermò la teoria di Milgram, secondo la quale molti degli orrori del nazismo si sono verificati a causa della cieca obbedienza di massa verso l’autorità.

“Ok Matteo, ma che c’entra tutto questo con la sicurezza sul lavoro?”

Come visto dall’esperimento, gli effetti della leadership possono impattare significativamente sui comportamenti che le persone assumono.

Si possono guidare le persone verso comportamenti negativi, scavalcando i valori etici e morali, oppure si possono guidare verso l’attuazione di nuovi comportamenti più virtuosi.

Proprio quello che condividiamo nella Safety Coach Federation.

Nel nostro metodo infatti, la leadership svolge un ruolo fondamentale per stimolare il cambiamento nelle persone e creare una vera cultura della sicurezza.

“Ma basta con questa Liderscip, non vuol dire nulla è tutta fuffa, io devo pensare ai DVR e agli adempimenti!!!1!!!”

Se sei un mio studente o se leggi regolarmente le mie newslettersaprai benissimo come la penso: il mondo della Sicurezza si divide in due categorie, gli scribacchini del copia-incolla e i Professionisti autentici.

Questi ultimi hanno capito che, per cambiare davvero le cose, è necessario andare oltre le normative e le prescrizioni. Bisogna utilizzare tutta la propria intelligenza emotiva e il proprio carisma per influenzare tutti i livelli aziendali e trasmettere l’importanza del Safety.

“Eh Matteo ma io ci provo, ma non mi danno retta, altro che Leadership”

Lo so, questa è una delle classiche obiezioni che molto spesso ricevo nei miei seminari.

Molti infatti pensano che la leadership sia una dote innata riservata a pochi eletti, in realtà è un processo che richiede la presenza di 4 fattori che agiscono simultaneamente:

1. Abilità personali

Un leader per definirsi tale, deve riuscire in ogni momento a gestire le proprie emozioni e lo stress.

Questo non significa che non possa perdere le staffe ogni tanto, ma che nei momenti più importanti o in particolari situazioni, deve sempre mantenere la calma e essere un punto di riferimento per i lavoratori.

Oltre a questo, per generare autorevolezza, un leader deve possedere una conoscenza molto approfondita della materia riconosciuta da tutti i lavoratori.

Ricorda: Nessuno è disposto a seguire i consigli di qualcuno che non ritiene autorevole o esperto nel suo campo.

2. Abilità relazionali

Una buona leadership si basa sempre su abilità comunicative e di ascolto:

  • Entrare in connessione con tutti i lavoratori;
  • Saper riconoscere la loro mappa mentale fatta di convinzioni e idee;
  • Ascoltare e prestare attenzione ai loro bisogni.

Ricorda: Se qualcuno vede in te un reale interesse, sarà ben lieto di farsi guidare e sarà più propenso a rispettare le tue indicazioni.

3. Abilità di pensiero strategico

Un’altra delle abilità di ogni leader, è la capacità di stabilire e pianificare gli obiettivi.

Ricorda: Non può esserci leadership senza la capacità di fissare obiettivi.

Per guidare le persone verso comportamenti più virtuosi inoltre, è necessario stabilire dei criteri di valutazione per misurarne il rendimento nell’ambito della sicurezza.

4. Abilità di pensiero sistemico

Una volta stabilito l’obiettivo da raggiungere è necessario capire il sistema più ampio in cui questo si andrà a inserire.

Un leader è in grado di ragionare in una maniera sistemica, comprendendo che ogni persona, all’interno di gruppi piccoli o grandi, ha i suoi personali interessi, le sue motivazioni e che in generale un sistema complesso tende a rallentare il cambiamento.

Per quanto si cerchi di renderla complicata o fumosa la “Leadership” nelle aziende corrisponde a precise abilità comportamentali che si possono mettere in atto costantemente, giorno dopo giorno.

Le stesse abilità che da anni alleniamo nelle nostre aule e nei nostri corsi per cambiare davvero le cose.